Il centro storico di Reggio si sta trasformando, e non in meglio

centro storico Reggio Emilia – GPB

Riceviamo e pubblichiamo in versione integrale questo intervento dell’architetto Giamprimo Bertoni.

 

Mentre nelle serate estive e nei fine settimana la città ha vissuto momenti di svago che hanno attirato nelle vie del centro molte persone, perlopiù grandi consumatori di panini, lo stesso centro storico si stava trasformando.

I negozi chiusi stanno lasciando il posto ad altro uso forse più desiderato.
È la regola della domanda e dell’offerta.
A fronte di questa regola del mercato personalmente credo che l’amministrazione dovrebbe porre e imporre altre regole che non necessariamente devono assecondare i desideri del mercato, ma che dovrebbero tenere conto del decoro complessivo della città e del suo centro.

Recentemente in un ex negozio è sorto un portone che ne sottintende l’uso ad autorimessa. Tutto regolare, naturalmente, e prossimamente altre vetrine adiacenti subiranno lo stesso trattamento.

Un garage in un ex negozio a Reggio Emilia
Bello? Brutto? Non mi permetto di giudicare. Qualcuno lo ha autorizzato, ma temo che continuando in questa direzione l’illusione di poter rivitalizzare gli esercizi commerciali in centro, già difficile di suo, sia definitivamente perduta. Chi potrebbe avere piacere di aprire un’attività in mezzo a dei garage?

Nelle città a noi vicine queste cose non succedono. Perché a Reggio sì? Perché a Reggio abbiamo il più completo campionario di sistemi d’illuminazione pubblica disseminato per le strade del centro?

Diversi sistemi di illuminazione pubblica a Reggio Emilia
Perché le fioriere in legno, guarda caso ben presto marcite, oggi sono state sostituite con terribili fioriere in plastica grigia con simulazione di doghe in legno?

Una fioriera di plastica effetto "finto legno" a Reggio Emilia
Con tali presupposti che credibilità può avere un’amministrazione pubblica nell’orientare e governare l’operato del privato cittadino?

Naturalmente sempre con spirito collaborativo.
Arch. Giamprimo Bertoni



Ci sono 3 commenti

Partecipa anche tu
  1. Theodora

    Le fioriere di legno, era prevedibile che sarebbero marcite: la parte interna trattata a dovere…no? Tutto improvvisato come nelle migliori amministrazioni sinistre, mai che si guardi oltre le 24 h: hic et nunc. (ricordo le costose piante in piazza Cavour sopravvissute due anni; perché non acquistare alberi autoctoni di più semplice manutenzione?)
    I negozi riciclati in garage pur di fare cassa, questo è un vero scandalo!

    • Roberto

      Bertoni sempre attento e molto preciso nelle sue rilevazioni, ma purtroppo inascoltato. Mi chiedo cosa bisognerebbe fare per migliorare questa città oramai alla frutta.

  2. Alberto Attolini

    Gentile Architetto Bertoni, dalle sue righe immagino che lei non risieda in centro storico. Diversamente toccherebbe con mano il problema della penuria di garage, da ricavare necessariamente trasformando vecchie rimesse (per lo più site in cortili interni) o, appunto, negozi. Essendo architetto sa che le dimensioni delle autovetture, negli ultimi decenni, sono aumentate. Cosa che rende pure alcuni garage già esistenti non più adatti al loro scopo. Non mi sembra strano che uno spazio commerciale in una via interna sia riconvertito ad altro utilizzo.
    Chi come lei rimpiange un centro storico fatto di mille botteghe, pur rivelando un cuore romantico (che io apprezzo), sembra ignorare l’evoluzione del commercio. Le mille botteghe (ogni via o quasi aveva il suo salumiere, fruttivendolo, merceria…) c’erano anche fuori dall’esagono: Gattaglio, Rosta Nuova, Regina Pacis… Tutte chiuse anche lì. In principio furono i supermercati (Coop, Conad, Vegè), poi il centro commerciale, infine internet. C’è poco da fare. Secondo me è meglio utilizzare diversamente lo spazio esistente, specie quando diventa necessario.
    Chiudo con una considerazione personale, influenzata dal fatto che risiedo in centro storico. Una città è viva perché i cittadini ci vivono e muta secondo le loro esigenze (ovviamente nel ferreo rispetto degli spazi e degli stili storici, non con i demenziali e criminali interventi stile Isolato San Rocco). Se mi consente una battuta, faccio notare che la città “ideale” tutta negozi e localini, pedonale e slow, esiste già. Si chiama outlet ed è una città finta.
    Cordialmente
    Alberto Attolini
    PS ci tengo a precisare che il garage in questione non è mio e che anche io non apprezzo l’operato dell’amministrazione comunale.


Invia un nuovo commento