In un panorama politico contemporaneo segnato da una forte frammentazione, il rapporto tra la fede cristiana e la gestione della cosa pubblica si trova oggi di fronte a sfide inedite: i valori e le direttive della dottrina sociale della Chiesa appaiono spesso parcellizzati o declinati in modo solo parziale all’interno dei differenti schieramenti di partito.
Per fare il punto su questa complessa realtà, il Circolo di cultura G. Toniolo di Reggio Emilia ha organizzato – in collaborazione con l’Unione giuristi cattolici – un incontro di riflessione aperto a tutta la cittadinanza dal titolo “Esistono ancora principi non negoziabili per i politici cattolici?”.
L’appuntamento, a ingresso libero, è in programma lunedì 21 settembre alle 21 nel salone della parrocchia di Rivalta. Il relatore della serata sarà don Luigi Orlandini, sacerdote dal 2010, oggi docente di teologia morale nello Studio teologico interdiocesano e nella Scuola teologica diocesana di Reggio Emilia.







Devono esistere i “principi non negoziabili”, o “non manipolabili” come li definiva Papa Benedetto XVI°, per un cattolico in politica. Non manipolabili nel senso che non sono a nostra disposizione, non dipendono da una maggioranza in Parlamento, non sono di parte, sono conoscibili dalla Legge naturale a disposizione di tutti, vanno difesi strenuamente a costo della carriera, vanno fatti conoscere e risvegliare ai più giovani. Difendere i principi non negoziabili non vuol dire sottrarli alla discussione e non è un metodo “fascistoide”. La sana laicità (come la definiva Papa Benedetto) non è un pericolo per la democrazia. Anzi è la strada maestra per difendere i più poveri ed apre la mente a sempre nuove iniziative.
Don Orlandini è generalmente tanto pacato e attento all’ascolto, quanto dotato di idee chiare e di capacità di comunicarle. Gli auguro di ottenere gli stessi frutti anche in questa occasione. Già il titolo mi pare promettente, dato che non confonde, come fanno tanti anche in ambito cattolico, i termini “valori” e “principi”