“Visto che il governo Meloni è stato inutilmente lungo, prima andiamo a votare e meglio è per il Paese”: è una Schlein combattiva quella che domenica 13 settembre è salita sul palco dell’Iren Green Park di Reggio Emilia per il comizio conclusivo della Festa nazionale dell’Unità davanti a migliaia di persone.
Annota il record di durata del governo ma sottolinea anche il suo personale, di segretaria più longeva nella storia del Partito Democratico, rivendicando di aver riportato l’unità nel partito.
Un partito che si prepara alla competizione elettorale del 2027 con qualche certezza – i temi su cui puntare: difesa della sanità e della scuola pubbliche, salario minimo, transizione energetica, contrasto alla crisi climatica, diritti civili – e molti dubbi: a partire dalla composizione della coalizione di centrosinistra, che per Schlein “si deve allargare” il più possibile, “e non restringere”, e dalla scelta del candidato (o della candidata) premier.
La prospettiva, però, per Schlein è chiara: “Il Pd è perno imprescindibile per l’alternativa. Vogliamo metterlo generosamente a disposizione di un progetto più ampio e unitario”.
Un richiamo – senza mai nominarlo – al leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che la incalza da tempo sull’ipotesi delle primarie. “Non so se decideremo all’interno della coalizione o con le primarie”, dice Schlein, che poi indica la priorità: “Prima il programma, e poi il nome. Ma se faremo le primarie le vinceremo, non abbiamo nessuna paura del voto, mai, perché siamo il Pd”. Ora, però, “è tempo di accelerare sul programma comune. Non partiamo da zero, ma non basterà una somma di proposte concrete, servono i valori, al Paese dobbiamo offrire una visione del presente e del futuro”.
Sul voto la sfida è rivolta anche a Giorgia Meloni: “Noi ci siamo e ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento ci porterà al voto. È Meloni che deve dirci quando”.
Schlein parla già da candidata in pectore per Palazzo Chigi: “Io ci sono, sono pronta, insieme a voi, ad affrontare le sfide dei prossimi mesi. Onorata, orgogliosa di guidarvi in questa grande sfida. Andiamo a vincere con l’alleanza progressista e andiamo a cambiare l’Italia”. “Batteremo queste destre nazionaliste”, promette, “ma non rincorrendole sul loro terreno: le batteremo col coraggio di essere alternativi, proponendo una visione altra e alta, basata su libertà e uguaglianza. Uniamo le forze con le altre forze democratiche e progressiste”.
E non dimentica di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Avevano scommesso che non sarei durata più di sei mesi e invece oggi faccio il quarto discorso di chiusura della Festa nazionale dell’Unità; ci dobbiamo porre il tema che è la prima volta che un segretario finisce il mandato. Oggi il Pd è più unito che mai”.






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