Giarèda, Pd: “Chi parla di scristianizzazione o favore alla Festa dell’Unità divide la città”
Dopo giorni di polemiche per la nuova impostazione della sagra della Giarèda, il gruppo consiliare del Partito Democratico di Reggio Emilia è intervenuto nel dibattito con una nota firmata dai consiglieri comunali dem Giovanni Anceschi e Cecilia Barilli, che hanno ripercorso le tappe che hanno portato alla situazione attuale.
“La Giarèda è una festa centrale per la nostra città e per tutti i reggiani: per questo, due anni fa, abbiamo scelto di lavorare con cura al suo rilancio. Nel programma con cui ci siamo presentati ai cittadini c’erano la riqualificazione dei mercati, l’animazione delle vie e delle piazze del centro storico, la valorizzazione delle tradizioni e delle feste di comunità. La Giarèda è il luogo in cui queste cose si incontrano, e il rilancio è partito da lì, ascoltando chi la vive”.
Ascoltare, precisano Anceschi e Barilli, “ha voluto dire tenere insieme voci diverse. I tanti cittadini che chiedevano una festa più bella e più curata. I commercianti del corso e delle vie intorno. Gli operatori del mercato storico, con cui, dopo l’edizione dello scorso anno, ci siamo seduti più volte per decidere insieme dove collocarsi e per quanti giorni: tra le alternative proposte, hanno scelto via Ariosto e via Emilia Santo Stefano, e la durata di tre giorni era sul tavolo da allora. E i residenti, che anche quest’anno hanno sopportato il disagio causato dalle strade chiuse per diversi giorni”.
Da questo lavoro, aggiungono i consiglieri del Pd, “è nato un programma vario, che prevedeva la mostra mercato di agricoltori, artigiani e florovivaisti in corso Garibaldi, il mercato storico in via Ariosto, e poi lunedì e martedì dedicati alle iniziative culturali e alle celebrazioni religiose, con al centro la basilica e la festa della Natività di Maria. In questo disegno la basilica della Ghiara ha un posto centrale. Per la prima volta, grazie alla disponibilità dei Servi di Maria e della Fabbriceria della Ghiara, la basilica è rimasta aperta dalla mattina alla sera, per tutta la durata della festa. Nel corso dei cinque giorni, la Ghiara si è riempita di cittadine e cittadini, molti dei quali forse non ci entravano da anni. Martedì il pontificale ha raccolto la comunità dei credenti intorno al suo arcivescovo. Questa è la Giarèda che ci sta a cuore: la fiera, la cultura, e un patrimonio religioso e artistico che appartiene a tutti i reggiani, credenti e non”.
Nell’omelia di martedì 8 settembre, hanno ricordato Anceschi e Barilli, l’arcivescovo Morandi “ha parlato di gioia. Ha chiesto se a Reggio ci vogliamo bene, e ha ricordato che chi ha responsabilità verso gli altri è chiamato a contribuire alla gioia delle persone. Accogliamo questo invito come consegna. Innovare la nostra festa, ascoltare i contributi di ciascuno, tenere insieme cultura e tradizione, aprire un luogo che appartiene a tutti: è il nostro modo di provare a interpretare quella parola nell’amministrare la città”.
Il lavoro, sottolinea il gruppo consiliare del Pd reggiano, “non è finito. Questi due anni erano di sperimentazione, e la sperimentazione serve a imparare: cosa ha funzionato e cosa no, quali vie, per quanti giorni. Il prossimo anno l’8 settembre cadrà di mercoledì e la domanda su come tenere insieme il fine settimana della fiera e il giorno della festa tornerà. Vogliamo arrivarci con la proposta di una formula definitiva, discussa con gli operatori, i residenti, i Padri e nelle sedi istituzionali della città”.
Ma per Anceschi e Barilli c’è anche il tempo per togliersi un ultimo sassolino dalla scarpa: “Chi in questi giorni parla di scristianizzazione (la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Letizia Davoli, ndr), o legge nel calendario di una fiera un favore a una festa di partito (il consigliere comunale della lista civica Per Reggio Giovanni Tarquini, ndr), va nella direzione opposta. Divide, dove la città si è ritrovata insieme. Noi preferiamo continuare a lavorare perché la Giarèda dei prossimi anni sia ancora di più la festa di tutte e tutti”.
Intervento sapiente dei consiglieri PD, che con acume smascherano le ipocrisie di questi cattolici bacchettoni che pretenderebbero che la città laica conservasse le reazionarie tradizioni mantenute per 4 secoli. Fotteraene dell’8 settembre è segno di inclusività, resilienza, antifascismo e lotta al riscaldamento globale di natura antropica, razza di caproni preconciliari! Lo stesso si dica per la partenza della gara ciclistica di fronte alla Ghiara in concomitanza cona Messa delle domenica: perché farla davanti al teatro municipale, quando si può avere un’ulteriore occasione per dimostrarsi dei miserrimi lasciati?
“Passata la festa, gabbato lu Santo.”
Tempistica stupefacente, battuto ogni record di velocità.
Questa volta non hanno nemmeno aspettato che la festa passasse.
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Vorrei tanto poter essere una anima candida e bella cosi'.....piena di straordinari concetti, assolutamente cristallini, buoni e giusti. Peccato che la realta' sia drammaticamente tutt'altra
Ambiguità come metodo politico, non sapete fare altro, dalla sua formazione questo partito ha sempre tenuto l'acqua sporca e gettato il bambino in ogni scelta,
Anche in Viale Ramazzini sventolano tristemente cio' che rimane dei Tricolori abbandonati da mesi, ridotti a brandelli....un ottimo biglietto da visita per la citta' che […]
Sono disgustato. Chiedono ad insegnanti ebrei una presa di distanza da Israele. Glielo chiedono in quanto ebrei, al di là dei discorsi pelosi e mellifui, […]
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Intervento sapiente dei consiglieri PD, che con acume smascherano le ipocrisie di questi cattolici bacchettoni che pretenderebbero che la città laica conservasse le reazionarie tradizioni mantenute per 4 secoli. Fotteraene dell’8 settembre è segno di inclusività, resilienza, antifascismo e lotta al riscaldamento globale di natura antropica, razza di caproni preconciliari! Lo stesso si dica per la partenza della gara ciclistica di fronte alla Ghiara in concomitanza cona Messa delle domenica: perché farla davanti al teatro municipale, quando si può avere un’ulteriore occasione per dimostrarsi dei miserrimi lasciati?
Nelle file del PD i cattolici “adulti” di Prodi e Del Rio svolgono il loro ruolo di badanti …
Badanti a cuccia com cagnolini da compagnia, senza rompere i coglioni, altrimenti vengono terminati in un battere di ciglia, ‘sti fessi
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Questa volta non hanno nemmeno aspettato che la festa passasse.
Chi lo dice ha ragione siete voi i divisivi,sempre contro chi lavora ed è italiano, siete dei poveri comunisti e il sindaco è il re degli incapaci
Per fortuna è finita la epoca in cui si diceva a giustificazione di tutto: “. Lo ha detto il partito ‘