Reggio. Sponsor Dinamico Festival, Aragona contro Avs: “Ipocrisia imbarazzante”

Paolo Burani Alleanza Verdi Sinistra presidente commissione RER – AVS

Dal 9 al 19 settembre a Reggio Emilia torna il Dinamico Festival, una delle manifestazioni più significative nel panorama nazionale dedicato al circo contemporaneo, alla musica di ricerca e al teatro di strada.

Assieme al festival, però, ritornano anche le polemiche che avevano caratterizzato le passate edizioni. Ad aprire le danze ci pensa Alessandro Aragona, consigliere comunale e regionale reggiano di Fratelli d’Italia, nonché segretario provinciale del partito di Giorgia Meloni a Reggio.

“Se si apre il sito del Dinamico Festival, evento diventato ormai un appuntamento annuale nel palinsesto reggiano, non può sfuggire l’elenco di quelli che sono i main sponsor della manifestazione: Iren, Coopservice e Conad. Poco male, e nessuna grande novità direte voi, in una città di cui conosciamo ampiamente il ruolo dei grandi potentati economici nel supporto a determinate iniziative”.

“Se non fosse”, sottolinea Aragona, “che tra gli organizzatori del Dinamico Festival c’è da sempre il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Paolo Burani. Lo stesso Burani, peraltro, che in passato aveva incassato emolumenti dal festival, come desunto dall’accesso agli atti di Fratelli d’Italia, prima di uscire dall’organizzazione delegandone la continuità ad altri familiari”.

Allo stesso tempo, ricorda il consigliere di destra, “la cronaca degli ultimi tempi ci racconta di un partito, Alleanza Verdi e Sinistra, impegnato localmente in battaglie, almeno di facciata, a tutela dell’ambiente, a partire da quella di Bosco Ospizio, proprio contro Conad. Un’ipocrisia imbarazzante, che non ci sorprende, per un partito che da sempre utilizza temi sociali e ambientali in maniera totalmente strumentale e funzionale al consenso elettorale, ma che ormai è allineato in tutto e per tutto alle logiche del Pd, dentro e fuori il consiglio comunale”.

“Ma si sa, pecunia non olet, dicevano i latini”, sintetizza Aragona: “E allora urliamo pubblicamente e agiamo diversamente in privato, che magari qualcuno non se ne accorge. È la politica nella sua forma più bassa, quella in cui alla coerenza, o presunta tale, si sostituisce il mero interesse personale o di parte, nella speranza di prendere in giro ancora una volta la gente. Una politica da diventare rossi di vergogna”.



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