Niente banchetti alla Giarèda l’8 settembre, Davoli: “Scristianizzazione della città”

banchetti sagra della Giarèda 2026 – CoRE

A Reggio Emilia continuano le polemiche per la decisione della giunta Massari di consentire la presenza dei banchetti tradizionali della sagra della Giarèda solo nei primi tre giorni della manifestazione, ovvero da venerdì 4 a domenica 6 settembre, escludendoli di fatto dal giorno clou della sagra, martedì 8 settembre, festa della Madonna della Ghiara.

Una scelta molto criticata dalle opposizioni reggiane. Per Letizia Davoli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Sala del Tricolore, “con la chiusura dei banchetti della Giarèda due giorni prima della festa della Madonna della Ghiara l’amministrazione Massari getta definitivamente la maschera. Dopo la decolonizzazione della scuola, siamo passati alla scristianizzazione della città e della società reggiana”.

“Il sindaco e la giunta che festeggiano il Ramadan ma non la Pasqua e il Natale, ora chiudono anche una delle feste più care ai reggiani, quella della Madonna della Ghiara che protegge da secoli la città”, attacca Davoli: “Mai nella storia di Reggio abbiamo assistito a uno scempio del genere, a un attacco così violento alle radici della nostra storia, della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Cattolici o no, la Giarèda è la festa di tutti i reggiani, delle famiglie, è vita per il centro storico, per le piazze, per il commercio, per la socialità”.

“Ora la Giarèda lascia il passo alla celebrazione laica di Emergency, che dà meno fastidio al Pd – e ai suoi nuovi elettori – di una festa cattolica che ha unito la città attraverso i secoli e costruito il nostro tessuto sociale”, accusa la consigliera comunale di destra: “Mi chiedo cosa ne pensino i cattolici del Pd, sempre pronti a chinare la testa davanti alla distruzione delle radici cristiane in nome di una mal compresa e suicida integrazione. Fratelli d’Italia chiederà ragione di questa follia ideologica in consiglio comunale, e continuerà a combattere per difendere la nostra storia e le nostre radici cristiane”.



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