È una full immersion nel mondo del workers buyout quella che Confcooperative Terre d’Emilia propone con “I lavoratori nell’impresa del futuro: il WBO nella transizione generazionale”, un convegno in programma giovedì 28 maggio alle 14.15 nella sede reggiana dell’organizzazione, in Largo Gerra.
Realizzato in collaborazione con gli Ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili, degli avvocati e dei consulenti del lavoro di Reggio Emilia, il confronto affronterà a tutto campo (economico, giuridico, giuslavoristico e finanziario) il valore di questa particolare forma imprenditoriale che consente a lavoratori e lavoratrici di unirsi e trasformare in cooperativa le imprese che presentano situazioni di crisi – e, ancor più spesso, problemi di passaggi generazionali che ne minano la continuità.
Proprio in questo senso, sottolinea il presidente di Confcooperative Terre d’Emilia Matteo Caramaschi, il workers buyout “può davvero rappresentare una svolta anche rispetto a fenomeni di cessione di imprese locali a società estere, non di rado interessate più ad acquisire il pacchetto clienti e il know how di queste realtà locali d’eccellenza che non a dare continuità alle attività nel territorio. È evidente che anche nelle situazioni di vera e propria crisi la creazione di cooperative tra i lavoratori è un’opportunità importante, ma certamente è più agevole partire da aziende sane alle prese con passaggi generazionali, soprattutto laddove il vero know how è rappresentato proprio dai lavoratori”.
Per questo, conclude il presidente della centrale cooperativa emiliana, che nel 2019 siglò un protocollo con i sindacati confederali reggiani e con l’Associazione dei Comuni italiani per promuovere i workers buyout, “dobbiamo rilanciare questa opportunità di salvaguardia del lavoro e dell’impresa locale, alla quale, peraltro, sono riservati specifici sostegni per lo sviluppo”.
Il convegno, che prevede anche tre crediti formativi per gli iscritti agli ordini professionali coinvolti, sarà aperto dal presidente di Confcooperative Terre d’Emilia Caramaschi e dall’assessore regionale al lavoro Giovanni Paglia e si articolerà poi in due sessioni, affrontando innanzitutto i temi che riguardano il contesto in cui si innesta il percorso dei workers buyout: dalle prospettive del movimento cooperativo in equilibrio tra genere e generazioni (con Pierpaolo Prandi, responsabile dell’area statistica-economica e ricerche di mercato di Confcooperative nazionale) alla cooperativa come strumento funzionale al workers buyout (con Pierpaolo Baroni, responsabile nazionale della promozione dei workers buyout di Confcooperative), fino agli strumenti finanziari a supporto di questi percorsi imprenditoriali (con Mauro Frangi, amministratore delegato di Cfi).
A seguire, una seconda sessione sarà dedicata al ruolo che possono esercitare i professionisti, con approfondimenti riguardanti i profili giuridici e i sistemi operativi (con Francesca Baldi dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia), la sostenibilità finanziaria e la struttura economica dell’operazione legata al workers buyout (con Filippo Fontana dell’Ordine dei dottori commercialisti), la gestione del lavoro e la continuità d’impresa con il ruolo del consulente del lavoro e la leva della Naspi (con Alessandra Ferri dell’Ordine dei consulenti del lavoro).
Le conclusioni saranno affidate a Rosamaria Papaleo, segretaria generale di Cisl Emilia Centrale; Alberto Belluzzi, responsabile delle politiche territoriali di Lapam-Confartigianato; Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera e coordinatore provinciale dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani). I lavori saranno coordinati dal giornalista Lorenzo Benassi Roversi.







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