Hellwatt, il Pd reggiano ora minaccia azioni legali: “Si rasenta la diffamazione”

Victor Yari Milani e la Rcf Arena Reggio Emilia – RCFA

Dopo giorni di silenzio, la segreteria provinciale del Partito Democratico di Reggio Emilia ha rotto gli indugi replicando alle recenti polemiche scoppiate attorno all’ingloriosa fine dell’Hellwatt Festival; polemiche che, tra le altre cose, hanno anche tirato in ballo presunte opacità nei rapporti tra il partito reggiano e la società C.Volo (che gestisce la Rcf Arena).

Lo ha fatto innanzitutto spiegando i motivi del prolungato silenzio: “Abbiamo preferito non intervenire […] partendo da un dato incontrovertibile: si tratta di una vicenda (quella di Hellwatt, ndr) svoltasi strettamente fra privati che, se quanto si legge è vero, troverà la sua soluzione nelle sedi competenti – certamente non in quelle politiche”.

Ma c’è anche – e soprattutto – un altro aspetto che fa ribollire il Pd reggiano: “Negli ultimi giorni registriamo un’escalation di esternazioni tese a coinvolgere il Pd che non hanno nulla di continente, di verificato e che men che meno presentano i connotati di fatti di interesse pubblico”.

Non si fanno nomi, ma è piuttosto evidente il riferimento a Victor Yari Milani, fondatore ed ex direttore artistico dell’ambiziosa (ma poi naufragata malamente) manifestazione musicale, che a fine giugno aveva gettato ombre su presunti rapporti “incestuosi” tra i dem reggiani e Coopservice – ormai saldamente a capo della società C.Volo dopo l’addio di tre soci su sette.

Parole che evidentemente non sono piaciute alla segreteria provinciale del Pd, che ora passa al contrattacco e non esclude il ricorso alle vie legali: “Di fronte a chi cerca di trasformare il dibattito pubblico e le sedi istituzionali in un bivacco non possiamo, d’accordo con i nostri legali, che avvertire tutti: se questo stato di cose proseguirà, interverremo”.

Nel mirino, però, non sembra esserci solo Milani: “Troppi personaggi in cerca dei propri ‘cinque minuti di notorietà’ parlano a sproposito rasentando la diffamazione; altri li spalleggiano, evidentemente disinteressati al ruolo che ricoprono. Tutti costoro, e chiunque continuerà a propalare ipotesi di complotto totalmente infondate, patetiche e offensive anche dell’intelligenza collettiva dei reggiani, risponderanno delle proprie parole, delle verifiche fatte e non fatte, del danno provocato, nelle sedi competenti”.

Il focus torna poi sul Campovolo: “Il Pd tiene al futuro dell’Rcf Arena e al progetto che essa rappresenta per Reggio. Non ci sfugge che una struttura di quella portata ha ricadute reali sul territorio – sull’economia, sull’immagine della città, sulle opportunità che genera per operatori, lavoratori e per l’intera comunità. È precisamente per questo che non accettiamo che una controversia fra privati ne offuschi il valore o ne comprometta le prospettive. L’Arena è un patrimonio collettivo: merita serietà e programmazioni di lunga durata, non strumentalizzazioni”.



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