Caos Hellwatt, Victor Yari Milani tira in ballo i rapporti tra Coopservice e Pd di Reggio

Victor Yari Milani e la Rcf Arena Reggio Emilia – RCFA

C’è un’incognita che incombe sul percorso di accertamento della verità rispetto a cosa sia andato storto nella genesi e nella gestione dell’Hellwatt Festival, poi diventato Pulse of Gaia Festival (senza che il cambio di nome abbia migliorato molto le cose): risponde al nome di Victor Yari Milani, fondatore ed ex direttore artistico dell’ambiziosa manifestazione che a luglio avrebbe dovuto portare alla Rcf Arena di Reggio Emilia tre weekend di concerti con nomi di primo piano della scena musicale internazionale. L’esito, invece, è tristemente noto.

Milani, allontanato a inizio maggio dalla cabina di comando della sua creatura per non meglio precisate “divergenze insanabili” con il resto della macchina organizzativa, ora è pronto a parlare: ha già confermato la propria disponibilità a intervenire in una delle prossime sedute della commissione consiliare comunale competente (maggioranza e opposizione, però, stanno già litigando su quale sia la sede più opportuna) per fornire una ricostruzione dei fatti a suo dire “radicalmente diversa da quella raccontata finora dall’amministrazione”.

Diversa in che senso? Non è dato saperlo, al momento. Nel frattempo, però, parlando al Resto del Carlino ha fornito un’anticipazione di quella che potrebbe essere la linea di una sua eventuale audizione in Comune, tirando in ballo una presunta opacità di rapporti tra Coopservice e C.Volo (la società che ha in gestione la Rcf Arena, ora partecipata al 93% proprio da Coopservice dopo l’addio di tre soci su sette) e il Partito Democratico reggiano, chiedendo se le due società abbiano mai sostenuto economicamente, sponsorizzato o concesso agevolazioni alla Festa dell’Unità o ad altre iniziative organizzate dal Pd al Campovolo.

Cosa c’entri eventualmente questo con Hellwatt, ammesso che la risposta alla domanda sia affermativa, non è del tutto chiaro: fatto sta che Milani è pronto a irrompere nuovamente sulla scena. “Invitatemi in commissione. Metterò a disposizione contratti, documentazione, e-mail e ogni elemento in mio possesso affinché i cittadini possano conoscere i fatti nella massima trasparenza”, promette.

Incalzante quasi come se fosse un consigliere comunale di opposizione, anziché la persona inizialmente al centro del progetto Hellwatt, Milani affida al Carlino una serie di interrogativi: “Quali sono oggi i rapporti tra C.Volo, Coopservice, Comune di Reggio e Pd?”.

C’è anche un nome specifico nel mirino, quello di Demos Salardi, esponente dem reggiano: “Qual è stato il percorso che ha portato alla sua nomina ad amministratore delegato di C.Volo?”, si chiede Milani, che rivela anche di essere stato invitato (“insistentemente”, precisa) proprio da Salardi a mettersi in contatto con i vertici di Park For Fun, una delle società che gestisce parcheggi a Reggio. Nascono altre domande: “Quali sono i rapporti tra Park for Fun e il Comune? Chi incassa i proventi dei parcheggi del festival?”.

Ma quello che sta a cuore a Milani è soprattutto l’infausto epilogo del festival, e qui i sospetti si moltiplicano: “Perché la maggioranza ha iniziato a chiedere al governo la cancellazione del concerto di Kanye West soltanto dopo la mia uscita dalla società?”. E ancora: “Perché C.Volo non ha fatto ricorso al Tar contro la decisione del prefetto?”. Se le premesse sono queste, la prossima seduta di commissione si preannuncia ancor più incandescente della precedente.



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