Reggio, De Lucia contro Salsi: “Prende soldi dal Comune e diffonde fake news”

Stefano Salsi Bosco Ospizio Reggio Emilia – FBDDL

La lotta del Comitato Bosco Ospizio di Reggio Emilia, che da giorni sta bloccando l’ingresso del cantiere nell’area del quartiere Ospizio in cui sorgerà il nuovo supermercato di Conad, nel tentativo di impedire l’inizio dei lavori, ha fatto scoppiare una polemica a distanza tra Dario De Lucia, consigliere comunale di Coalizione civica molto vicino alle istanze del Comitato, e Stefano Salsi, fondatore e direttore creativo dell’agenzia Studio Salsi Comunicazione, vicinissimo al Partito Democratico (area cattodem).

La scintilla da cui è partito tutto è un testo, dal titolo “La coerenza non porta voti”, pubblicato dallo stesso Salsi su un gruppo WhatsApp di cui è amministratore: “In politica cambiare idea è lecito. Cambiare memoria è più comodo. Dario De Lucia era consigliere comunale del Pd e sedeva nella maggioranza quando, il 13 aprile 2015, votò a favore della variante al Piano operativo comunale relativa al Pru di Ospizio. Quella delibera riduceva le volumetrie ed eliminava la parte residenziale privata, ma confermava le funzioni commerciali, terziarie e di servizio. Negli atti Conad Centro Nord era già indicata come nuovo soggetto attuatore. Non era un dettaglio nascosto in fondo alla pagina”.

“Nel 2021 – ricorda ancora Salsi – De Lucia ha lasciato il Pd, è passato all’opposizione ed è diventato uno dei principali contestatori del progetto. Tutto legittimo. Le idee possono cambiare. Sarebbe però elegante avvertire anche i cittadini, spiegando che cosa si è capito dopo e non si era capito prima. Ancora meglio sarebbe pronunciare una frase ormai scomparsa dal vocabolario pubblico: ho votato a favore, poi ho cambiato opinione. E spiegare perché. Le scuse, che qui mancano, sarebbero comunque state una scorciatoia. La responsabilità è un’altra cosa. […] Il problema è una politica che considera giusto un progetto quando siede in maggioranza e scandaloso quando cambia banco”.

La replica di De Lucia non si è fatta attendere: “Il nome di Stefano Salsi ai più dirà poco. È un professionista locale della comunicazione che in passato ha lavorato e lavora tutt’oggi alle campagne elettorali dei politici del Partito Democratico di Reggio e che riceve da anni tanti affidamenti diretti dal Comune di Reggio Emilia (tradotto: riceve soldi pubblici per scelta discrezionale della politica)”.

Poi il consigliere comunale snocciola i numeri: “Solo in meno di sei mesi, nel 2024, il suo studio ha ricevuto quasi 70.000 euro di commesse pubbliche per tre progetti di comunicazione: 35.000 euro per un evento legato al rilancio del centro storico, 12.000 per la campagna natalizia del Comune e circa 22.000 per un progetto sui legami familiari e solidali. Tutto attraverso affidamenti diretti”.

L’accusa di De Lucia è pesante: “Quando le cose vanno male e il Pd è in difficoltà, Salsi interviene facendo il lavoro sporco: screditare e lanciare fake news. In questi giorni Salsi ha deciso di dedicarsi a me, accusandomi di incoerenza sulla vicenda del Bosco di Ospizio perché nel 2015 votai una delibera relativa a quel progetto”.

Sì, conferma De Lucia, “ma un atto per la riduzione del consumo di suolo”. Il documento, ricorda il consigliere, “riduceva le volumetrie previste ed eliminava la parte residenziale privata. Quindi una riduzione rispetto alle previsioni edificatorie esistenti del 2006 volute dall’ex sindaco Graziano Delrio, oggi senatore del Pd e grande sponsor dell’attuale sindaco Marco Massari. Nel 2006 io andavo alle scuole superiori e pensavo alle ragazze, Salsi prendeva già soldi dalla politica”.

Secondo De Lucia non c’è nessuna incoerenza: “Ho sempre sostenuto tutti gli interventi che riducono il consumo di suolo da quando sono consigliere comunale”. Non solo: “C’è un altro pezzo della mia storia politica che nella ricostruzione di Salsi sparisce. Nel 2023 il consiglio comunale approvò il Pug (Piano urbanistico generale), cioè lo strumento che stabilisce le principali scelte urbanistiche e lo sviluppo futuro della città. Io non votai a favore”.

Poi l’affondo finale contro Salsi: “Chi riceve decine di migliaia di euro di affidamenti diretti dal Comune […] forse dovrebbe essere particolarmente prudente quando decide di impartire lezioni di etica e coerenza. Bisogna essere particolarmente prudenti quando si decide di entrare nel dibattito politico per attaccare chi in quel Comune non c’è per affari personali ma si impegna davvero per il bene comune. Se per rispondere alla mobilitazione sul Bosco di Ospizio devono rispolverare una delibera di undici anni fa raccontandone solo il pezzo che fa comodo, significa che qualche difficoltà politica forse c’è davvero. Salsi scrive che gli atti restano. Su questo siamo perfettamente d’accordo. Basta leggerli tutti e smetterla con le falsità e le fake news”.



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