Flop Hellwatt/Pulse, le opposizioni vogliono un’altra commissione (con Victor Yari Milani)

Rcf Arena Reggio Emilia vista alto IottiPavarani-Tassoni-LSA_©HuftonCrow – RCFA

A Reggio Emilia i capigruppo di opposizione sono sul piede di guerra dopo quello che è successo mercoledì 24 giugno durante la conferenza dei capigruppo, definito come “uno dei momenti più gravi e umilianti della vita democratica del consiglio comunale di Reggio”.

L’opposizione ha chiesto la convocazione della Commissione consiliare numero 4 (Affari generali ed istituzionali, amministrazione e bilancio), presieduta dal consigliere civico Giovanni Tarquini, per discutere nuovamente sul caso dell’ex Hellwatt Festival (poi Pulse of Gaia Festival), e in particolare per approfondire “gli effetti economici che questo clamoroso fallimento potrebbe aver prodotto sul bilancio comunale e, quindi, sulle tasche dei cittadini reggiani”.

Alla minoranza non è bastata, dunque, la seduta della sesta Commissione consiliare dello scorso 12 giugno, convocata proprio per fare chiarezza su cosa fosse andato storto nella genesi e nella gestione dei tre weekend di concerti in programma a luglio alla Rcf Arena, poi vietati dal prefetto (quelli di Travis Scott e Kanye West) o annullati dagli stessi organizzatori del festival.

Una seduta che, a giudizio dei capigruppo di opposizione, “si è trasformata in una commissione grottesca: uno spettacolo indegno nel quale non è stata fornita alcuna risposta concreta, non è stata spiegata nessuna delle ragioni che hanno portato al fallimento dell’evento e non è stata assunta la minima responsabilità politica o amministrativa”.

“L’unica cosa emersa con chiarezza è stata la volontà di addossare ogni responsabilità al prefetto, sostenendo che l’organizzazione fosse perfetta e che l’annullamento dell’evento fosse esclusivamente frutto di una sua decisione. L’unica preoccupazione dell’amministrazione comunale e della società C.Volo è stata quella di costruire un capro espiatorio. Il vicesindaco de Franco e il rappresentante di C.Volo Cattini hanno avuto un unico obiettivo: autocelebrare il proprio operato, magnificare le presunte capacità organizzative e scaricare ogni responsabilità sul prefetto, arrivando perfino a metterne in discussione il ruolo istituzionale. Un comportamento inaccettabile, politicamente indegno e istituzionalmente irresponsabile”.

Di fronte a quello che viene definito “un muro di omertà, con risposte evasive e informazioni che riteniamo parziali e contraddittorie”, le opposizioni hanno preteso la convocazione di una nuova seduta di commissione, questa volta però la quarta e non la sesta. Con una doppia richiesta: la presenza del sindaco Massari (“lo stesso che davanti alla stampa aveva ammesso pubblicamente l’esistenza di ‘errori’, salvo poi scegliere il silenzio nella commissione che avrebbe dovuto fare chiarezza”) e l’audizione di Victor Yari Milani, ideatore del progetto Hellwatt (poi allontanato a inizio maggio), che aveva già confermato la propria disponibilità a fornire una ricostruzione dei fatti “radicalmente diversa da quella raccontata finora dall’amministrazione”.

Ed è proprio quest’ultimo punto “che evidentemente fa paura”, accusano i partiti di opposizione, che denunciano “un vero e proprio colpo di mano” da parte della maggioranza, che avrebbe cercato di impedire la convocazione di una seduta della quarta commissione sull’argomento, cercando invece di riportare l’intera vicenda di nuovo nell’alveo della sesta commissione, presieduta dalla consigliera del Pd Sara Paderni, “dove evidentemente (la maggioranza, ndr) ritiene di poter continuare a controllare la narrazione dei fatti, evitare il contraddittorio e sottrarsi alle domande più scomode”.

Per l’opposizione “si tratta di un precedente gravissimo: quando una maggioranza tenta di impedire la convocazione della commissione competente pur di evitare un confronto pubblico, significa che non vuole fare chiarezza, ma vuole impedire che emerga la verità sulle proprie responsabilità. Non ci riusciranno”.

Nel mirino è finito anche il presidente del consiglio comunale Matteo Iori, accusato di essersi “appiattito acriticamente sulle posizioni della maggioranza”: “Non si è dimostrato all’altezza del ruolo di garanzia e imparzialità che è chiamato a esercitare” e “con una personale e discutibile interpretazione del regolamento consiliare ha finito per comprimere le prerogative e i diritti dei consiglieri firmatari della richiesta di convocazione della commissione, rinunciando al proprio dovere di garantire il corretto funzionamento delle istituzioni e la tutela delle minoranze consiliari”.

Alla fine il consigliere Tarquini, presidente della quarta commissione comunale, ha annunciato che provvederà autonomamente alla convocazione della seduta della commissione in questione.

“Il sindaco potrà scegliere ancora una volta di sottrarsi al confronto, come troppo spesso ha fatto, oppure assumersi finalmente le proprie responsabilità davanti alla città”, incalzano i capigruppo di opposizione: “Noi ci saremo. Faremo emergere tutta la verità su quella che rischia di essere ricordata come una delle più gravi figuracce amministrative e istituzionali degli ultimi anni”.

Il giudizio complessivo sulla vicenda è impietoso: “Prima hanno fallito nella gestione del progetto. Ora stanno fallendo anche nel rispetto delle più elementari regole democratiche. L’opposizione non farà un solo passo indietro. Pretenderemo ogni documento, ogni chiarimento e ogni risposta. Perché il problema non è soltanto il disastro Hellwatt/Pulse of Gaia. Il problema è un’amministrazione che, quando viene messa di fronte ai propri errori, preferisce attaccare le istituzioni dello Stato, ostacolare il controllo democratico e tentare di nascondere la verità. Questo modo di amministrare non è degno di una città come Reggio”.



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