La seduta della sesta Commissione consiliare comunale di Reggio Emilia, convocata venerdì 12 giugno per fare chiarezza su cosa fosse andato storto nella genesi e nella gestione dell’ex Hellwatt Festival (poi Pulse of Gaia Festival) e dei concerti organizzati nei primi tre weekend di luglio – e infine vietati o annullati – alla Rcf Arena, qualche risposta alla fine l’ha portata.
Dopo la piccola telenovela degli ultimi giorni, al momento di confronto pubblico ha partecipato anche C.Volo, la società che ha in gestione l’arena spettacoli di via dell’Aeronautica.
Il presidente Andrea Cattini ha individuato il momento in cui di fatto è crollato tutto: quando, a fine maggio, il prefetto Salvatore Angieri ha deciso di vietare i due eventi di punta del festival, i concerti di Travis Scott (in programma il 17 luglio) e di Ye/Kanye West (in programma il 18 luglio), per “esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Da lì, a cascata, a distanza di qualche giorno è arrivato anche l’annullamento delle altre tre date in calendario, quelle del 4, 5 e 11 luglio, e il festival si è volatilizzato, lasciando senza musica l’estate della Rcf Arena.
Per C.Volo è quello il punto di svolta dell’intera vicenda, più dell’allontanamento dell’ex direttore artistico Victor Yari Milani (con il quale sarebbero sorte nel tempo non meglio precisate “divergenze insanabili” che hanno poi portato alla rottura) e più del cambio in corsa del nome, da Hellwatt a Pulse of Gaia, con le redini dell’evento prese in mano da Zamna. I contratti con gli artisti erano stati finalizzati, i piani di sicurezza erano in dirittura d’arrivo (devono essere completati entro un mese dall’evento), la produzione aveva incastrato al millimetro le esigenze di tutti gli artisti coinvolti.
Poi, la doccia fredda arrivata dalla Prefettura: senza le decine di migliaia di biglietti venduti per Travis Scott e Kanye West, l’impalcatura del festival ha iniziato a scricchiolare, anche perché le tre serate rimanenti non potevano evidentemente garantire da sole lo stesso richiamo e appeal – e quindi incassi – dei due cantanti statunitensi ormai svaniti definitivamente dal cartellone.
C.Volo si è poi mostrata tranquilla di fronte a quanto ventilato da Pierluigi Di Palma, il presidente di Enac, l’Ente nazionale aviazione civile competente su tutta l’area demaniale del Campovolo reggiano, che nei giorni scorsi aveva ipotizzato una possibile revoca anticipata della concessione, in scadenza nel 2035: “Stiamo rispettando la concessione”, ha assicurato Cattini, “e siamo adempienti rispetto ai canoni”. Insomma, per il momento nessun problema su questo versante.







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