“Nei 190 anni trascorsi dal sacrificio di Ciro Menotti e Vincenzo Borelli sono stati tanti i martiri per la libertà. Sul loro esempio, tutti noi abbiamo la responsabilità di far rinascere ogni giorno l’aria pura della libertà, ne abbiamo bisogno come l’ossigeno per respirare, rinnovando i nostri comportamenti e coltivando relazioni significative e durature”. Così il vicesindaco di Modena Gianpietro Cavazza ha ricordato la figura dei due patrioti nel corso della commemorazione di mercoledì 26 maggio, nel 190° anniversario della loro uccisione, in piazza Primo Maggio.

Alla deposizione della corona davanti al patibolo sono intervenuti anche Giorgio Montecchi, presidente del Comitato di Modena dell’Istituto per la storia del Risorgimento; Mauro D’Orazi, presidente del Consiglio dell’Unione Terre d’Argine, in rappresentanza del sindaco di Carpi; Francesco Tosi, sindaco di Fiorano; il tenente colonnello Angelo Sigona, in rappresentanza dell’Accademia militare di Modena. Presenti anche i rappresentanti dell’Associazione nazionale ex allievi dell’Accademia militare di Modena; dell’Associazione mazziniana italiana, sezione di Modena; dell’Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini, federazione Emilia Romagna.
Ciro Menotti, carpigiano di Migliarina la cui tomba si trova a Spezzano, luogo d’origine della moglie, venne ucciso assieme al notaio Vincenzo Borelli, per ordine del duca Francesco IV d’Austria d’Este, il 26 maggio 1831 in seguito alla cosiddetta “Congiura estense” nell’ambito dei Moti che caratterizzarono quel periodo storico.







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