Aq16, Prandi frena: “Niente sgombero, c’è un percorso per la regolarizzazione”

Davide Prandi assessore partecipazione Reggio Emilia – FBMM

Il documento esiste: il Comune di Reggio Emilia ha effettivamente avviato un procedimento amministrativo “finalizzato – si legge al suo interno – all’adozione di un’ordinanza di sgombero” dell’immobile di proprietà comunale di via Fratelli Manfredi 14, all’ex Foro Boario, che da oltre 23 anni è occupato dall’associazione Aquarius – AQ16, “in ragione della carenza di contratto, convenzione, concessione o altro titolo giuridico formale” che disciplini e legittimi l’utilizzo del fabbricato da parte del centro sociale.

documento sgombero Aq16
L’assessore comunale alla cura della città e alla partecipazione Davide Prandi, però, frena e precisa: “Lo dico con chiarezza, perché in questi giorni si è letto e sentito di tutto: non esiste alcuna volontà da parte del Comune di sgomberare il laboratorio sociale Aq16. Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dalla Prefettura né dalle forze dell’ordine che indichi un’intenzione di procedere a uno sgombero. Chi sostiene il contrario fa propaganda sulla pelle di un’esperienza sociale che da oltre vent’anni è parte della vita di questa città”.

L’occasione è anche lo spunto per un attacco alle opposizioni, che già stavano esultando: “Chi conosce, anche solo superficialmente, il funzionamento di una pubblica amministrazione sa distinguere tra un atto istruttorio dovuto e una decisione politica. Evidentemente in consiglio comunale c’è chi questa distinzione non la conosce, o finge di non conoscerla”.

Per Prandi l’avvio di un procedimento amministrativo con fase di contraddittorio “è esattamente l’opposto di uno sgombero: è la garanzia che ogni passaggio avvenga nella legalità, con la possibilità per l’associazione di presentare osservazioni, documenti e proposte. È un atto dovuto nel percorso di regolarizzazione che stiamo intraprendendo, da mesi, con la collaborazione dell’associazione che vogliamo ringraziare”.

Le opposizioni, “che per settimane hanno inondato gli uffici di interrogazioni e accessi agli atti, arrivando perfino a scomodare il prefetto”, secondo l’assessore “hanno dimostrato di non comprendere, o di voler strumentalizzare, l’ordinaria attività di un ente proprietario che ha l’obbligo di legge di verificare la sicurezza del proprio patrimonio. Se il loro obiettivo era costruire un caso politico, hanno solo certificato la propria scarsa conoscenza delle procedure”.

La realtà, conclude Prandi, “è che da mesi è in corso un percorso di partecipazione con l’associazione, che si è costituita come ente del terzo settore, ha chiesto l’iscrizione al Runts (il Registro unico nazionale del terzo settore, ndr) e ha depositato una proposta progettuale per la concessione degli spazi. L’obiettivo dell’amministrazione è regolarizzare quella presenza, riconoscendone il valore, e mettere in sicurezza un immobile pubblico, dentro un quadro di trasparenza e legalità. Questo è governare. Il resto è rumore”.



C'è 1 Commento

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  1. Ipocrisia Unica Dea

    Ma che bravo il nostro, vuole regolarizzare una presenza, ammettendo esplicitamente che NON era in regola, e poi beato come frate sole certifica il VALORE di quei perdigiorno. Di quale valore sta parlando di preciso? Ce lo vuole spiegare? Di certo non riuscirà a farlo, dovrebbe prima spiegare perché ha consentito che imbrattassero nuovamente la facciata appena ristrutturata a spese dei contribuenti


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