C’è un clamoroso colpo di scena nella vicenda del centro sociale Laboratorio Aq16. Il Comune di Reggio Emilia, infatti, ha avviato il procedimento amministrativo finalizzato allo sgombero dell’immobile comunale di via Fratelli Manfredi 14, all’ex Foro Boario, che da oltre 23 anni è occupato dall’associazione Aquarius – AQ16, “in ragione della carenza di contratto, convenzione, concessione o altro titolo giuridico formale” che disciplini e legittimi l’utilizzo del fabbricato da parte dell’associazione.
Il procedimento, spiega il Comune, “andrà altresì a valutare le carenze strutturali, impiantistiche e documentali” emerse dai sopralluoghi tecnici effettuati lo scorso 20 gennaio e poi ancora lo scorso 20 marzo.
Nella relazione stilata dai tecnici comunali dopo l’ispezione di gennaio, per esempio, si leggeva che il fabbricato di 552 metri quadrati “necessita di un intervento radicale di rifacimento e messa a norma dell’intera dotazione impiantistica per garantire l’incolumità degli utilizzatori e la ripresa delle attività in piena sicurezza”, e in generale si evidenziava “una carenza documentale e tecnica che impedisce di certificare la piena conformità dei locali ai requisiti di sicurezza richiesti per le attività di pubblico spettacolo o intrattenimento attualmente svolte”.
Nella relazione, inoltre, si sottolineavano numerose altre irregolarità: tra queste, la presenza di “allestimenti interni costituiti anche da teli plastici e materiali utilizzati presumibilmente per il controllo del riverbero acustico, di cui non risultano disponibili certificazioni di reazione al fuoco”, di “elementi di arredo e rivestimento in prossimità delle vie di uscita e delle porte di emergenza”, di “sistemi di bloccaggio o trattenuta applicati alle porte tagliafuoco e alle vie di esodo, seppur di tipo rimovibile, che potrebbero impedire il corretto funzionamento delle stesse in caso di emergenza”.
I tecnici comunali contestavano anche l’assenza di un adeguato sistema di illuminazione di emergenza, delle certificazioni di conformità per gli impianti elettrici e per la cucina interna e degli estintori; altre criticità riguardavano lo stato di (scarsa) manutenzione dell’immobile, con “controsoffitti deteriorati o incompleti e segni di infiltrazioni”.
Il provvedimento finale del procedimento amministrativo appena avviato, secondo il Comune reggiano, sarà un’ordinanza “di rilascio e liberazione dell’immobile da parte dell’associazione Aquarius – AQ16”, con “fissazione di un termine per il rilascio volontario”.







Ennesima figura di tolla di questa amministrazione Comunale… Mai visti così tanti personaggi inadeguati nello stesso posto.
Era ora