“Al momento non ci sono le condizioni”. Il motivo? “Troppe contraddizioni”. A Bologna Azione prende le distanze dal sindaco Matteo Lepore in vista delle elezioni amministrative del 2027: il primo cittadino, in cerca di una riconferma, sta già cercando di assemblare la squadra per arrivare preparato all’appuntamento elettorale del prossimo anno, che si preannuncia particolarmente affollato di sfidanti; ma la coalizione ampia immaginata da Lepore, un campo larghissimo da Avs ad Azione, appunto, alla resa dei conti potrebbe non essere poi così largo come sperato.
A farsi portavoce dei dubbi del partito di Calenda è stato Marco Lombardo, senatore di Azione: in un’intervista ha elencato tutte le battute d’arresto di Lepore in questo mandato (“vedo un fallimento sullo stadio, sul Passante, su Fico, sul ‘sindaco della notte’, sulla Città 30, sulla sicurezza che presenta ancora troppe criticità”), e anche sulla questione del contestato tram la visione non è proprio allineata all’attuale amministrazione (“mi sembra che negli ultimi anni si sia tornati a una criminalizzazione dell’auto”).
Il punto, però, sembra essere più che altro strettamente politico: “Fare una coalizione larga a me sembra più un auspicio che una strada davvero praticata”, ha sottolineato Lombardo, contestando la composizione stessa del campo largo in salsa bolognese: “Non si può avere nello stesso contesto chi rappresenta il campo moderato, centrista, liberaldemocratico, e una sinistra così movimentista che sostanzialmente strizza l’occhio a quella antagonista: bisogna scegliere”.
E Azione, almeno per il momento, sembra aver scelto. Anche se alle elezioni comunali di Bologna manca ancora quasi un anno, un tempo in cui può di nuovo cambiare tutto; senza contare che la situazione è quanto mai incerta anche nel campo del centrodestra. Insomma: non è escluso che ci possa essere anche un dietrofront.






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