La Rcf Arena resta un unicum nel panorama nazionale. Un luogo nato per ospitare grandi eventi musicali all’interno di un’area che appartiene al demanio aeronautico e che, proprio per questa ragione, continua a rappresentare un caso particolare agli occhi dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile.
A sottolinearlo è il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, che affronta la vicenda reggiana con prudenza istituzionale ma senza nascondere alcune perplessità.
“La vicenda è del tutto singolare”, osserva Di Palma conversando con 24Emilia. Un aggettivo scelto con attenzione. “Diciamo singolare. Nulla da rimproverare a chi fece la scelta, a suo tempo, di destinare un’area aeroportuale a luogo di spettacolo. Tuttavia è una decisione che non ha prodotto alcuna utilità per noi”.
Parole che riportano al centro del dibattito la natura stessa della Rcf Arena, realizzata nell’area non operativa dell’aeroporto di Reggio Emilia-Campovolo, uno spazio che continua a rientrare nelle competenze dell’Enac in quanto parte del patrimonio demaniale aeronautico. La struttura, inaugurata nel 2022, è diventata negli anni uno dei principali poli italiani per i grandi concerti, ma oggi si trova al centro di interrogativi sul proprio modello gestionale e sulla sua sostenibilità futura.
Di Palma richiama alcuni precedenti. Eventi musicali e spettacoli in aeroporti si sono già visti a Mantova, Brescia e perfino all’aeroporto romano dell’Urbe, dove si tenne un celebre concerto degli U2. Ma, precisa il presidente dell’Enac, si trattava di manifestazioni temporanee, limitate nel tempo e strettamente legate all’occasionalità dell’evento.
“A Reggio Emilia siamo di fronte a qualcosa di diverso”, lascia intendere. Ed è proprio la stabilità della destinazione spettacolare all’interno di un contesto aeroportuale a rendere il caso reggiano unico nel suo genere.
La questione assume oggi una rilevanza ancora maggiore dopo le recenti difficoltà che hanno investito la programmazione della Rcf Arena. Nei giorni scorsi lo stesso Di Palma ha ricordato come l’area destinata agli eventi sia stata inserita nel sistema concessorio anche per contribuire all’equilibrio economico complessivo della gestione aeroportuale. Per questo, ha sottolineato, il gestore è chiamato a valorizzarla e a garantirne il funzionamento. In caso contrario, ha avvertito, potrebbero aprirsi valutazioni sulla stessa concessione.
Dietro le parole del presidente dell’Enac emerge dunque un tema più ampio: il rapporto tra funzione pubblica di un’infrastruttura aeroportuale e utilizzo commerciale di spazi destinati all’intrattenimento. Un equilibrio delicato che a Reggio Emilia ha dato vita a un esperimento senza precedenti nel Paese.
Per l’Enac, la Rcf Arena non rappresenta un errore né una violazione delle regole. Resta però un’eccezione nel sistema aeroportuale italiano. Una scelta che, a distanza di anni, continua a suscitare interrogativi e che oggi, alla luce delle difficoltà emerse nella gestione degli eventi, torna sotto osservazione.
La sfida, per Reggio, sarà dimostrare che il modello Campovolo può continuare a garantire sviluppo economico, attrattività internazionale e sostenibilità gestionale, senza perdere di vista il particolare contesto aeroportuale nel quale è nato.






È una follia permettere tali eventi in un’area aeroportuale lo trovo di una pericolosità non da poco, sarebbe più opportuno ,responsabile e premuroso spostare l’arena RCF in un’altro luogo più adatto senza mettere in pericolo la vita altrui.
allora spostiamo per sicurezza anche il Tecnopolo, la sede della scuola Cepam, la sede di Reggio Children, li campi di allenamento della AC Reggiana e tutto il residenziale che c’è attorno all’area aeroportuale……che, per inciso, non mi pare un via vai di 747 o cargo Antonov o Airbus dalla mattina alla sera….
per quanto abbia un’attività rispettabile non credo si possa considerare un vero e proprio aeroporto il nostro Campovolo peraltro assurto a notorietà con grandi concerti a partire da quello post terremoto. un patrimonio di immagine e immaginazione che si sta disintegrando. i rischi sono vari. a Berlino il vecchio e dismesso aeroporto di Tegel è diventato prima un parco a uso della città delle biciclette e degli orti. troppo bello per essere vero. ora insorge un masterplan per rispondere alla richiesta di abitazioni di un certo livello…
Mi piacerebbe che diventasse in parco giochi esempi in Romagna c’è ne con la possibilità di grandi eventi
beh ma in realta’ lo e’ gia’….e’ il parco giochi di chi si crede essere grande amministratore o grande manager (cooperativa o partecipata nulla cambia…). Peccato latiti il divertimento per tutti gli altri….
Occhio perche’ alcuni tra i personaggi responsabili di questo flop, ve li ritroverete “belli belli” nelle prossime liste elettorali…