Delosperma Floribunda

piazza del Cristo Reggio Emilia con fiori nella vasca – IR

Il "piletto" di piazza del Cristo a Reggio EmiliaQuesto piletto, divelto, scheggiato, incerottato, ingessato e rimesso in piedi ogni mattina, segna il centro della movida diurna e notturna di Reggio.

Invisibile ai più, è privo di iscrizioni e indicazioni e ha lo scopo non tanto recondito di impedire che la gente con la testa per aria si trovi a camminare sul fondo della vasca oblunga di piazza Roversi, detta anche del Cristo.

La vasca, progettata per offrire alla vista uno specchio d’acqua, ha linee perfettamente intonate allo zic modernista e imprevedibile dei marciapiedi con punte a chiglia. Il manufatto ha i suoi amatori e i suoi detrattori, ma ha comunque la sua ragion d’essere, in quanto memoria dell’acqua del Crostolo che passava per corso Garibaldi disegnando un percorso segnato al giorno d’oggi da tigli bellissimi che non straripano.

Il punto d’acqua è suggestivo e gradevole perché costituisce una delle rarissime spiagge urbane dove si può prendere il sole. Gratis, senza obbligo di spritz. Le panchine pubbliche sono ombreggiate da due file di carpini, con le chiome tenute quedre grazie a un assiduo lavoro di arte topiaria.

Il luogo è magnificato anche da un detto dialettale, che fa: “Se t’vo ster seinsa maojoùn, va davanti a ca’ d’Rangoun”; se vuoi stare senza maglione, vai davanti a palazzo Rangone, che da secoli guarda a sud, col sole in fronte. Dunque è un punto forte della città, se non un’attrazione turistica.

Tornando al piletto rabberciato: chi lo vede, così in pieno sole? C’è il caso di trovarselo tra i piedi quando uno punta a seguire per comodità una traiettoria proprio dentro la vasca costantemente priva d’acqua, che può sembrare un marciapiede di basso livello. La poltiglia di polvere e acqua (piovana) provoca qualche gatta, le auto ci sbattono quando vanno a infilarsi lì con manovre apocrife ma non rare.

E chi lo vede di notte, poi? Quando esplode la movida alcolica i dislivelli diventano trappole, e il microscopico obelisco si fa sentire solo come impatto, e si vedrà chi ha la testa più dura.

La socialità ha dei rischi, ma anche dei valori, chi lo sa, e per proteggerla le possibilità sono due: trasformare il piletto in obelisco di media altezza con lucina sulla punta, o renderlo del tutto inutile trasformando la vasca in una bella aiuola fiorita coperta di Amici del Sole, tipo Delosperma Floribunda o simili.

Questo è un argomento che occupa molto attivamente le persone che prendono il sole davanti a Cà d’Rangoun, e si danno pena del piletto innocente, della vasca-fontana mai funzionante e casomai di chi ci casca dentro e si rompe le costole.




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