Si avvicina ormai al traguardo dei dieci anni di attività il Core, il Centro oncologico ed ematologico di Reggio Emilia, inaugurato l’11 giugno del 2016. Per celebrare degnamente la ricorrenza, l’Azienda Usl Irccs di Reggio ha organizzato alcuni appuntamenti pubblici per chiamare a raccolta i professionisti, le associazioni di volontariato e i cittadini.
La prima data da segnare sul calendario è quella di sabato 6 giugno: alle 9.30 è previsto un flash mob in piazza Prampolini per creare una coreografia che componga una grande scritta “CORE10”, che sarà poi ripresa dall’alto da un drone. L’idea è quella di scattare una grande fotografia collettiva che sottolinei la partecipazione della comunità reggiana all’anniversario, ricollegandosi simbolicamente al girotondo intorno al Core organizzato dalla Fondazione Grade il giorno dell’inaugurazione, nel 2016.
Nel pomeriggio dello stesso 6 giugno, alle 17.30, al terzo piano del Core è in programma un concerto speciale di “Donatori di Musica”, iniziativa che giunge quest’anno alla decima stagione – in collaborazione con Casa Musicale Del Rio, Fondazione I Teatri e Casa del Quartetto.
Lunedì 8 giugno alle 16.30 al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio spazio invece a “Le parole del Core: un racconto tra presente e futuro con pazienti, professionisti e volontari”, incontro condotto dalla giornalista Concita de Gregorio: le protagoniste saranno dieci voci alle quali è stato affidato il compito di declinare altrettante parole essenziali che descrivono il mondo dentro e intorno al Centro onco-ematologico reggiano.

Altri appuntamenti coinvolgeranno invece le associazioni di volontariato: l’8, l’11, il 13 e il 17 giugno si parlerà di ricerca che coinvolge pazienti e cittadini con il gruppo aziendale di promozione della ricerca partecipata.

In occasione del decennale, anche il logo del Core è stato vestito di nuovo, conservando i colori originari – il bianco, il grigio e il magenta – ma arricchendosi con la cifra 10 accompagnata da un payoff che vuole rappresentare lo sguardo in avanti che ha caratterizzato l’attività dei professionisti sanitari: “Insieme al presente curiamo il futuro”.

“Desideriamo celebrare insieme questo tempo trascorso che è stato un investimento nella qualità delle cure e dell’assistenza, nel progresso delle competenze e della ricerca, insieme alla capacità di presa in carico dei pazienti che si rivolgono alle nostre strutture”, spiega il direttore generale dell’Ausl di Reggio Davide Fornaciari: “In questi anni le terapie sono cambiate, divenendo sempre più personalizzate, e anche la nostra potenzialità nell’ambito della ricerca oncologica è cresciuta. Tante persone, tante famiglie, hanno trovato risposta ai bisogni sanitari nei reparti del Core, grazie ai nuovi farmaci e alle nuove terapie, e anche chi ha dovuto convivere con la malattia ha apprezzato la professionalità e la qualità dell’accoglienza. Guardiamo al futuro con ottimismo grazie alla evoluzione delle cure e delle tecnologie”.
“Il Core è la casa dell’Irccs: è il luogo in cui assistenza e ricerca si incontrano ogni giorno e in cui, negli anni, la nostra attività scientifica è cresciuta in modo significativo”, rivendica il direttore scientifico dell’Irccs Antonino Neri: “In parallelo si è rafforzato anche il legame con la cittadinanza, che sente sempre più questo istituto come un patrimonio della comunità. Una prova concreta è la crescita del 5 per mille, con un numero di scelte e di risorse raccolte che continua ad aumentare. Per noi il 5 per mille non è solo un sostegno economico, ma un segno di fiducia e di partecipazione. Significa dare forza a progetti innovativi, sostenere il lavoro dei giovani ricercatori e rendere possibile una ricerca che abbia ricadute reali sulla qualità delle cure”.
Il Core, aggiunge la direttrice dell’infrastruttura Ricerca e statistica Elisa Mazzini, “rappresenta un modello di lavoro fondato sulla multidisciplinarietà: nello stesso luogo si sviluppano prevenzione, diagnosi, trattamento medico, chemioterapico, chirurgico, radioterapico, di palliazione e supporto psicologico, riabilitazione fisica e sociale. Su tutto il percorso del paziente siamo in grado di sviluppare ricerca di altissimo livello”.
In questo modello, anche le associazioni hanno un ruolo prezioso, riconosce Mazzini: “Da un lato affiancano i pazienti e le famiglie, dall’altro rappresentano un punto di riferimento importantissimo per l’Istituto oncologico, contribuiscono all’umanizzazione delle cure e aiutano a mantenere vivo quel rapporto di collaborazione con la comunità che è parte integrante dell’identità del Core”.







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