La diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, in relazione alla messa in programma nel pomeriggio di mercoledì 25 giugno nella chiesa della parrocchia reggiana del Sacro Cuore a Baragalla “per il processo di Bibbiano che si sta concludendo nel primo grado”, ha spiegato in una nota che “il significato e il senso di questa celebrazione deve essere l’occasione per invocare, in tutte le vicende giudiziarie prossime e lontane, equilibrio nei giudizi e pacificazione sociale”.
Il caso era stato sollevato da Marco Eboli, ex consigliere comunale reggiano di centrodestra, e più recentemente ex coordinatore comunale di Fratelli d’Italia a Reggio, che aveva notato l’insolita motivazione della celebrazione eucaristica nel bollettino dell’Unità pastorale Laudato si’ e aveva fatto appello direttamente al vescovo Morandi “affinché, come ci ha invitato a fare papa Leone XIV, la Chiesa ritrovi l’unità in Cristo evitando di trasferire i conflitti politici al suo interno”.

Il riferimento a Bibbiano, come risulta evidente, è al processo relativo all’inchiesta “Angeli e Demoni”, nata per far luce sulle presunte anomalie negli affidamenti di minori nel sistema dei servizi sociali della Val d’Enza reggiana. La sentenza di primo grado per le 14 persone imputate è attesa intorno al 9 o 10 luglio.






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