Un calcio antico

fangareggi_nicola_new_york_times_intl

È una promozione che profuma di antico, di un calcio vero, senza Var, senza calendari stravolti dalla dittatura delle tv, di campanili che si temono ma si rispettano, di tifosi ancora innamorati di un colore, di una maglia, di una storia. Nella buona e nella cattiva sorte.

Reggio Emilia merita la serie cadetta perché lo merita il suo status di città media ad alta vocazione produttiva, ambiziosa nell’aprirsi al mondo quanto intimamente provinciale, ossia legata alle proprie radici. Il colore granata ne è un simbolo da più di un secolo.

Proteste si sono levate per gli eccessi festaioli dei tifosi dimentichi di mascherine e di distanziamento sociale. Proteste indulgenti, tuttavia, perché il trionfo tanto più eclatante quanto inatteso è per la città del Tricolore la più fulgida epifania di questo terribile 2020. Al diavolo il virus, le angosce, le paure. Se il calcio è metafora antropologica per eccellenza i suoi riti ne sono il compendio, la facciata del Valli la scena e il colonnato le quinte.

Serie B, dunque, e profumo di antico. La mente corre al mitico Mirabello, stadio insostituibile nella memoria granata, luogo deputato ad accogliere i raduni sportivi sin dai tempi del sabato fascista di cui sopravvivono il prato e l’ingombrante tribuna su via Matteotti. I più giovani tra i tifosi non lo possono ricordare né avvertirne la mancanza ma tutti gli altri, eccome, sì.

Nella distanza fisica tra il vecchio e il nuovo stadio corre l’accelerazione avvenuta tra fine e inizio secolo, sino a mercoledì sera avara di gioie, giunta al punto massimo del tradimento con la cessione del già Giglio ai ricchi intrusi del Sassuolo. I quali in tutto primeggiano – serie A, Europa, mezzi, ribalta globale – fuorché in una voce: l’amore per la maglia, una tifoseria forse unica nello stare insieme nonostante anni di magra e fallimenti. E dici poco, dici.




C'è 1 Commento

Partecipa anche tu
  1. Anna

    Che bella Reggio ha descritto direttore , quella che nonostante gli anni bui ha ritrovato la sua piazza ( non quella dell ‘ americano ) … quella della serie B.


Invia un nuovo commento