Reggio, Massari corre ai ripari: stop ad alcol e bivacchi in centro e in zona stazione

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È in vigore da lunedì 15 giugno l’ordinanza antialcol e antibivacco firmata dal sindaco Marco Massari, che vieta il bivacco in diverse aree del centro e della zona della stazione ferroviaria storica di Reggio Emilia e limita la vendita e il consumo di bevande alcoliche in contenitori di vetro nei quadranti della città considerati più sensibili sotto il profilo del degrado e della sicurezza.

L’ordinanza resterà in vigore fino al 15 novembre: per le violazioni sono previste sanzioni da 25 a 500 euro.

Nel dettaglio, il provvedimento – che accoglie le segnalazioni della Polizia locale, della Questura e dei carabinieri e le istanze presentate dai residenti di alcune zone della città – vieta il bivacco (inteso come la “permanenza prolungata e non occasionale” in aree pubbliche o aperte al pubblico “con modalità incompatibili con la normale destinazione dei luoghi”); dalle ore 20 alle ore 8 del giorno successivo, inoltre, vieta anche il consumo e la detenzione (ai fini del consumo sul posto) di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione in contenitori di vetro.

In centro storico l’ordinanza è in vigore nelle seguenti zone: parco del Popolo, Isolato San Rocco, via Allegri, piazza della Vittoria, galleria Cavour, via San Rocco, piazza Martiri del 7 Luglio, via Crispi, via Monzermone, via Spallanzani, via Nobili, via Filippo Re, vicolo Clemente, via Secchi, vicolo Franco Villa, via Bellaria, via Roma (dall’intersezione con via Dante Alighieri fino a piazza Duca degli Abruzzi), via Bonini, vicolo del Brolo, piazza Vallisneri e via della Veza.

Per quanto riguarda la zona stazione, invece, l’ordinanza comprende: via Eritrea, via Cesana, via Ceva, via Monsignor Tondelli, via Don Alai, piazzale Marconi, viale IV Novembre, via Turri, via Chiesi, via Gobetti, via Pirondi, via Ruscelloni, via Vecchi, piazza Domenica Secchi, via Sani, via Paradisi, via Ritorni, via Cagnoli, piazzale Europa e viale Ramazzini.

Nei quartieri compresi tra la via Emilia e lo stadio Mirabello, infine, il provvedimento riguarda: via Emilia San Pietro e le vie laterali, via Emilia all’Ospizio (da piazzale del Tricolore fino al civico 60), viale Primo maggio, giardini di Porta San Pietro (tra via dei Mille e via Emilia), via Mirabello, viale Olimpia e via Matteotti.

Il divieto non riguarda, per la parte antialcol, chi consuma bevande alcoliche negli spazi dati in concessione ai titolari di attività di pubblico esercizio e commerciali; per la parte antibivacco, invece, non è applicabile alle persone che, per motivi di salute o necessità, abbiano bisogno di una sosta breve o attendano i mezzi pubblici. È inoltre prevista la possibilità di specifiche deroghe in occasione di manifestazioni particolari.

L’ordinanza sindacale impone inoltre un periodo di chiusura obbligatoria alle attività che effettuano la vendita esclusiva tramite distributori automatici di alimenti e bevande: dovranno rimanere chiuse tutti i giorni dalle ore 22 alle ore 6 del giorno successivo. La limitazione oraria riferita ai distributori automatici di alimenti e bevande “H 24 open shop” riguarda le attività situate nella zona di città delimitata a sud dalla via Emilia, a nord da viale Isonzo e dalla linea ferroviaria storica Milano-Bologna, compresa tra il parco del Popolo e la stazione ferroviaria storica e specificatamente situate in via Roma, in viale IV Novembre e in via Eritrea.

“In una logica di sicurezza urbana integrata di concerto con la Prefettura”, spiega il sindaco Marco Massari, “abbiamo deciso di adottare questa ordinanza per rispondere all’esigenza di migliorare ulteriormente la vivibilità di alcune aree della città, soprattutto nelle ore serali e notturne. Si tratta di un provvedimento mirato e temporaneo, che interviene su specifici comportamenti e in zone ben individuate, con l’obiettivo di favorire una convivenza più ordinata e rispettosa. Crediamo di poter aiutare, anche attraverso questa ordinanza, a dare una risposta equilibrata e concreta per garantire il diritto alla piena fruibilità degli spazi pubblici da parte di tutti”.



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