Reggio. Il clamoroso flop delle Consulte di quartiere: cercasi candidati

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Il cervellotico e complesso sistema di voto che dovrebbe portare 55 quartieri della città a eleggere proprie rappresentanze di cittadini in 9 Consulte volute dal Comune di Reggio Emilia subisce una battuta d’arresto, il termine per presentare le candidature slitta infatti al 14 di novembre (Qui il provvedimento che sancisce il rinvio dei termini).
L’opinione pubblica non è apparsa troppo scossa dalla notizia, anche perché si dice che su 55 quartieri per le 9 Consulte sino a oggi sarebbero state raccolte appena 80 candidature, il che, se confermato, in una città da circa 170mila abitanti, potrebbe essere definito un flop di dimensioni globali, se non addirittura cosmiche.

Ma la voce ufficiale del Municipio sostiene invece che a “oggi sono numerose le adesioni già pervenute, anche di giovani al di sotto dei trent’anni, da persone interessate a svolgere un’esperienza di partecipazione e rappresentanza in dialogo con l’Amministrazione comunale”. Quindi, apprendiamo da piazza Prampolini, non è affatto vero che la gente non si occupa per nulla di questa vicenda, che la maggioranza non ne sia neppure a conoscenza, o anche peggio, che se ne infischi del tutto.

Tra l’altro il meccanismo propagandistico ed elettorale è tutt’altro che immediato da capire, così come restano misteriose le finalità di questa ‘voglia’ di mobilitazione popolare. Pare però scontato che, se mai terminerà l’elefantiaca fase dell’urna, la città si ritroverà a fare i conti con una nuova burocrazia edificata su piccoli comitati di partito e insediati nei quartierini. Magari ricalcando il modello del partito comunista cinese, oppure rispolverando il commissario politico di vicinato tanto in voga nella Germania democratica.

L’arcaica procedura che porterà all’installazione di questi mini-politburò è complessa e poco fluida già a una prima lettura. Qui ne portiamo una testimonianza in un passaggio del regolamento: “Le Consulte saranno formate anche da una componente non elettiva che rappresenta alcuni dei soggetti collettivi che esercitano la loro prevalente attività nei diversi Ambiti (ad esempio, enti del terzo settore, gruppi di controllo di comunità, scuole, centri sociali). In questo caso basterà presentare, sempre attraverso il sito del Comune di Reggio (comune.re.it/consulte), una manifestazione di interesse e di adesione al progetto entro il 30 novembre. Tutti i soggetti collettivi che si saranno registrati per ciascuna delle 8 categorie previste dovranno poi individuare, entro il 31 dicembre 2022 il nome del rappresentate della propria categoria che entrerà a far parte della Consulta per l’Ambito di appartenenza”.

A peggiorare il rompicapo, arriva anche un poco moderno approccio alla procedura: “Quanti volessero votare on line ma avessero difficoltà a utilizzare gli strumenti digitali per partecipare, per i minorenni o i maggiorenni residenti che non hanno l’identità digitale SPID o la carta d’identità elettronica (CIE) abilitata, fino al 14 novembre è possibile recarsi all’URP di via Farini per il supporto al rilascio dell’identità digitale (anche per la fase di pre-registrazione) su appuntamento telefonando allo 0522.456660. Per coloro che preferiscono votare in presenza, saranno allestiti dei punti voto sul territorio, in collaborazione con centri sociali e altri luoghi di aggregazione gestiti da enti del terzo settore, nei due fine settimana del 26 e 27 novembre e del 3 e 4 dicembre”.

Si informa in ultimo che se il cittadino non fosse sfinito e distolto dalla sua masochistica voglia di esprimere il suddetto voto, che le dette “consulte saranno chiamate a esprimere dei pareri obbligatori, ma non vincolanti, sui principali piani e documenti di rilevanza cittadina”. In sintesi: non decideranno nulla.

Ma promuoveranno invece “politiche e progetti in favore della giustizia climatica e sociale”.

Se ne sentiva proprio l’esigenza.



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