Il presidente del Tar dell’Emilia-Romagna Paolo Carpentieri, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, è tornato sulla questione della sentenza del tribunale amministrativo regionale su Bologna Città 30, il provvedimento della giunta Lepore che due anni fa aveva esteso a tutta la città (fatta eccezione per le strade ad alto scorrimento) il limite di velocità di 30 chilometri orari.
A gennaio il Tar aveva accolto il ricorso di due tassisti bolognesi bloccando l’estensione della cosiddetta “Zona 30”, stabilendo che un’ordinanza di quel genere non fosse legittima, perché i divieti sarebbero dovuti essere dettagliati strada per strada, e non “indiscriminatamente” come invece era stato fatto dal Comune.
Carpentieri ha però ribadito che “come è scritto chiaramente in quella sentenza, noi non abbiamo espresso un giudizio di merito sull’opportunità, sulla condivisibilità o meno della scelta amministrativa”, ma “abbiamo fatto dei rilievi sull’iter e sulla conformità a un parametro normativo”. “Ci tengo a chiarirlo”, ha aggiunto, “perché naturalmente il giudice amministrativo è di legittimità, non entra nel merito dei provvedimenti amministrativi impugnati”.






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Concordo!!!
La sinistra italiana fa parte delle sinistre europee. Loro pensano di fare il bene del popolo ma il popolo non li capisce perchè si tratta […]
Che bello leggere chi riesce a trasformare i "ma andate a cagare!" che ti frullano in testa in ragionamenti articolati, intelligenti e ben scritti. Possiamo
Grazie per il contributo. Credo che lei abbia elencato tutti i motivi per i quali anche stavolta voterò PD la prossima volta
Devono esistere i "principi non negoziabili", o "non manipolabili" come li definiva Papa Benedetto XVI°, per un cattolico in politica. Non manipolabili nel senso che […]