Allarme caldo nelle scuole reggiane: secondo malore in classe in due giorni

caldo temperatura aula classe liceo Matilde di Canossa Reggio – CISL

Nella mattinata di giovedì 28 maggio una studentessa del convitto Corso di Correggio ha accusato un malore in classe per il caldo eccessivo: è stato necessario l’intervento del personale sanitario, che ha trasportato la ragazza in ambulanza al pronto soccorso per accertamenti.

Si tratta del secondo caso in due giorni in provincia di Reggio Emilia: mercoledì, infatti, una studentessa di 13 anni si era sentita male in una scuola media di Montecchio ed era finita all’ospedale, sempre per un colpo di calore.

I due episodi hanno fatto immediatamente scattare l’allarme per il caldo eccessivo nelle aule delle scuole reggiane, anche in vista degli esami di fine anno alle medie e degli esami di maturità alle superiori.

“Una situazione incredibile e grave”, commenta Ciro Fiore, segretario generale aggiunto di Cisl Scuola Emilia Centrale, che da giorni continua a ricevere segnalazioni da tutta la provincia: “Le aule sono diventate forni invivibili, nei quali è durissima, se non impossibile, poter svolgere in modo utile le attività didattiche ed educative. Gli esperti del meteo segnalano che con il super Niño le cose andranno anche peggio. Chiediamo alle istituzioni competenti di valutare se ci siano le condizioni di sicurezza e di vivibilità indispensabili e, nel caso, di attivare un confronto, se non già un piano di gestione emergenziale, con la Protezione civile. Lo diciamo forte e chiaro: la questione non riguarda il comfort, ma la sicurezza, la salute e la qualità stessa dell’ambiente scolastico”.

Secondo alcune delle rilevazioni a campione del sindacato, nella tarda mattinata di giovedì alla scuola primaria Correggio 2 il termostato registrava 31,7 gradi; poco dopo le 13.45, al liceo Matilde di Canossa di Reggio il termometro ambientale rilevava 35,8 gradi, mentre alla scuola dell’infanzia di Villa Minozzo, nel locale dove stavano dormendo i bimbi, sono stati annotati 29,3 gradi.

Al convitto Corso di Correggio i corridoi sono stati trasformati in aule improvvisate per dare un minimo di respiro a studenti, studentesse e personale scolastico. Allo Zanelli Secchi di Reggio prosegue la consegna dei ventilatori acquistati dalla scuola per far fronte all’emergenza: quindici di questi sono stati posizionati nelle classi dove si sono registrati i disagi peggiori, nel tentativo di rendere sopportabili le temperature all’interno delle aule; una misura che si è resa necessaria, tra l’altro, anche per convincere studenti e studentesse a entrare a scuola.

“Chiunque capisce che non si può continuare ad affidare la vivibilità delle scuole alla situazione meteo”, osserva Fiore, ricordando che il decreto legislativo 81/2008 obbliga a garantire un microclima adeguato: nei mesi caldi, i riferimenti tecnici di comfort si collocano generalmente intorno ai 24-27 °C, ma la valutazione deve considerare anche umidità, ventilazione, irraggiamento solare e affollamento. Quando però le condizioni diventano critiche, sottolinea il sindacato, “la scuola deve attivare misure organizzative e di prevenzione: il caldo non è un disagio generico, ma un rischio da valutare e gestire”.

Ma la preoccupazione cresce anche tra il personale scolastico, che continuerà a restare in servizio anche per buona parte di luglio: come ricorda Fiore, proprio nei mesi estivi si concentra “una delle fasi più delicate dell’intero sistema scolastico: gli uffici scolastici e le segreterie lavorano incessantemente, spesso con organici ridotti e carichi crescenti, mentre migliaia di lavoratrici e lavoratori attendono convocazioni, nomine e incarichi”.

A tutto questo si aggiungono il Pnrr, i programmi finanziati dall’Unione Europea (Pon), il Piano Estate, le rendicontazioni, le piattaforme, i monitoraggi, le scadenze e le progettualità, sempre più articolate. “La scuola non chiede privilegi”, conclude il segretario generale aggiunto di Cisl Scuola Emilia Centrale: “Chiede semplicemente di essere raccontata per ciò che realmente è: un servizio pubblico essenziale, sul quale per decenni non si è investito, fischiettando. E ora il caldo dimostra che errore madornale è stato”.



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