È durato soltanto 48 ore il mistero sullo strano furto denunciato dai due addetti al trasporto di valori che, nella notte tra mercoledì 30 e giovedì 31 ottobre, sarebbero stati fermati e rapinati sulla A22, poco prima del casello di Carpi, in provincia di Modena; secondo il racconto, i ladri si sarebbero impossessati del contenuto del portavalori, pari a circa 10 milioni di euro tra soldi in contanti, gioielli e orologi preziosi.
Le indagini della squadra mobile di Modena, però, hanno fatto emergere un’altra verità: sarebbero state proprio le due guardie giurate (un 36enne napoletano e un 62enne crotonese, residenti in Germania, dove erano pronti a fuggire) a orchestrare il piano inscenando il colpo milionario nella speranza di farla franca e poter così mettere le mani sul bottino.
In meno di 48 ore la #SquadraMobile di Modena ha recuperato in un garage a Reggio Emilia la refurtiva, del valore di oltre 10milioni di euro, di una rapina a un portavalori nella zona di Carpi avvenuta qualche notte fa.
Arrestati i due autisti del portavalori e un complice pic.twitter.com/v9MYmtGXfN— Polizia di Stato (@poliziadistato) November 2, 2019
Ad aiutarli anche il nipote del 62enne, un idraulico di 44 anni originario della provincia di Crotone ma residente a Reggio Emilia, che è stato denunciato assieme ai due autisti del portavalori. La polizia di Modena ha chiuso il cerchio attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali ma soprattutto grazie a un’immagine delle telecamere di sorveglianza dell’autostrada, che ha immortalato proprio il 44enne alla guida del portavalori.
Una volta ricostruita la parentela, al termine di un lungo interrogatorio è arrivata anche la confessione dei due addetti: i tre complici si erano dati appuntamento a Carpi per poi dirigersi fino alla rotatoria di via della Pace a Correggio, dov’è avvenuto il trasbordo dei colli dal portavalori al furgone del 44enne, che ha poi nascosto la refurtiva all’interno di un garage di via Goito a Reggio di proprietà di un’amica, risultata poi completamente estranea ai fatti.
I due autisti sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, mentre la stessa misura non è stata disposta anche per il terzo complice in virtù della confessione e del fatto di essersi dimostrato collaborativo indicando agli inquirenti il luogo in cui recuperare tutta la refurtiva.






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