Hellwatt, scontro senza fine. Fratelli d’Italia: “Milani porta documenti, De Franco insulti”

Lanfranco de Franco cs Acer Reggio Emilia – ACER

La conferenza stampa fiume di Victor Yari Milani, come era prevedibile, ha buttato benzina sul fuoco dello scontro politico tra opposizioni e maggioranza – che a Reggio Emilia tiene banco ormai da settimane – sul caso Hellwatt Festival.

Dalle parti della giunta Massari, per ora, si è fatto vivo solo il vicesindaco Lanfranco de Franco, peraltro tirato in ballo direttamente da Milani: “Dispiace che le opposizioni abbiano voluto mettere in piedi questa triste pagina”, ha detto riferendosi alla conferenza stampa, accusando le stesse opposizioni di “scarso livello politico e zero amore per la città”.

Parole alle quali ha immediatamente replicato Fratelli d’Italia: “Milani ha esposto la propria versione dei fatti, rivolgendo accuse precise nei confronti dell’amministrazione e accompagnandole con documenti, e-mail, chat e altri elementi che, a suo dire, le sostengono e consentono a chiunque di verificarle. De Franco e Cattini, invece, hanno preteso che la loro ricostruzione fosse accettata come una verità dogmatica, calata dall’alto. Questa non è trasparenza. È pretendere un atto di fede”.

“Passi per il sindaco, come suo solito non pervenuto”, punge Cristian Paglialonga, capogruppo del partito di Giorgia Meloni in Sala del Tricolore: “Il vicesindaco come reagisce davanti ad accuse tanto gravi? Dopo essere fuggito insieme al Partito Democratico dal confronto in commissione, impedendone deliberatamente lo svolgimento, sceglie ancora una volta di non rispondere nel merito. Non smentisce Milani. Non replica a una sola delle contestazioni che gli sono state rivolte. Preferisce attaccare le opposizioni”.

Una reazione che, per Fratelli d’Italia, “vale più di qualsiasi conferma. Perché chi viene accusato di aver raccontato una versione dei fatti non corrispondente alla realtà ha un solo modo per smentirla: dimostrare il contrario con i documenti. De Franco non lo ha fatto. Ha scelto di insultare chi chiedeva trasparenza”.

Paglialonga ha alcune domande per il vicesindaco: “Quali erano i suoi rapporti con Cattini? E con C.Volo? È vero, come sostenuto da Milani, che le decisioni venivano preventivamente condivise con lei? Se non è così, lo dimostri. Se Milani ha mentito, pubblichi tutti gli atti che lo smentiscono. Se non è in grado di farlo, il suo silenzio pesa molto più di qualsiasi comunicato stampa. E allora abbia almeno il coraggio politico di chiedere scusa per la versione dei fatti rappresentata in commissione”.

“Chi amministra una città”, conclude Fratelli d’Italia, “non dovrebbe mai avere paura della verità. La verità si affronta con il confronto e con i documenti, non facendo saltare le commissioni e attaccando le opposizioni. Chi è certo del proprio operato risponde nel merito; chi fugge dal confronto alimenta il sospetto di avere qualcosa da nascondere. I cittadini meritano risposte, non propaganda. Finché quelle risposte non arriveranno, resterà il dubbio che il Pd abbia impedito il confronto perché temeva che emergesse la verità”.



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