Franci, oltre il processo: vent’anni di rapporti con scuole e istituzioni

Daniele Franci e Ilenia Malavasi – 24E

Prima di tutto, la presunzione di innocenza. Daniele Franci, fondatore ed ex direttore artistico del Centro Teatrale Europeo Etoile, è oggi imputato davanti al Tribunale di Reggio Emilia per accuse di violenza sessuale nei confronti di alcuni ex allievi. Accuse che l’imputato ha sempre respinto e sulle quali sarà la magistratura a pronunciarsi. Fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, Franci deve essere considerato innocente.

Esiste però un altro aspetto della vicenda che non riguarda il procedimento penale e che merita di essere ricostruito. È il rapporto che per oltre vent’anni ha legato Franci e la sua associazione a scuole, enti pubblici e istituzioni del territorio reggiano.

Per lungo tempo Franci è stato una figura conosciuta nel mondo culturale locale. Attraverso Etoile ha organizzato laboratori teatrali, festival internazionali, attività formative e progetti rivolti a bambini, adolescenti e giovani adulti. Un’attività che nel tempo gli ha consentito di costruire una rete di collaborazioni ampia e stabile.

I documenti pubblici disponibili mostrano che tale rapporto non fu episodico. Già nel 2012 il Festival Internazionale TeatroLab, diretto artisticamente da Franci, veniva sostenuto dalla Provincia di Reggio Emilia. Nella presentazione ufficiale dell’iniziativa, l’allora assessora provinciale all’istruzione Ilenia Malavasi scriveva che la Provincia sosteneva e promuoveva il progetto “con grande forza e convinzione”, indicandolo come un’importante esperienza educativa per il territorio.


Negli anni successivi il legame istituzionale risulta ulteriormente consolidato. Nel programma ufficiale di TeatroLab 2015 figurano tra i partner la Provincia di Reggio Emilia, la Regione Emilia-Romagna, l’Unione delle Province Italiane, amministrazioni comunali e numerosi istituti scolastici. Nella stessa pubblicazione, Malavasi, nel frattempo vicepresidente della Provincia, afferma che “il sostegno che la Provincia ha dato al progetto è motivato dal riconoscimento del profondo valore educativo” dell’iniziativa.

Non si tratta soltanto di attestazioni formali. Nello stesso periodo Etoile partecipa a progetti rivolti al mondo giovanile e scolastico inseriti in programmi sostenuti da enti pubblici nazionali e locali. La documentazione disponibile mostra inoltre la presenza di contributi pubblici e cofinanziamenti comunali a favore delle attività promosse dall’associazione.

Nel 2016 arriva anche un riconoscimento istituzionale significativo: la Regione Emilia-Romagna iscrive Etoile nel Registro delle persone giuridiche private, attribuendo all’associazione una veste giuridica formalmente riconosciuta dall’ente regionale.

Anche dopo l’esplosione del caso giudiziario, i documenti amministrativi testimoniano l’esistenza di rapporti consolidati tra Etoile e le istituzioni. In un provvedimento regionale relativo al progetto “Teatro Lab”, la Regione dà conto di verifiche svolte dopo le dimissioni di Franci dalla direzione artistica e dispone successivamente la concessione di un contributo pubblico all’associazione, ormai priva del suo fondatore.

Tutto questo non costituisce naturalmente alcun elemento a sostegno o a sfavore delle accuse contestate nel processo. Sarebbe scorretto e fuorviante stabilire collegamenti tra il sostegno istituzionale ricevuto da Etoile e i fatti oggi al vaglio della magistratura.

I documenti raccontano però un dato difficilmente contestabile: per molti anni Franci e la sua associazione sono stati considerati interlocutori affidabili da una parte significativa del sistema educativo e culturale reggiano. Scuole, amministrazioni comunali, Provincia, Regione e altri enti pubblici hanno collaborato con Etoile, ne hanno sostenuto iniziative e ne hanno valorizzato pubblicamente il ruolo educativo.

È questo il tema che rimane sullo sfondo del processo. Non la responsabilità penale dell’imputato, che spetta esclusivamente ai giudici accertare, ma il percorso attraverso il quale un operatore culturale è riuscito a conquistare nel tempo credibilità, autorevolezza e riconoscimento istituzionale in contesti che coinvolgevano bambini, adolescenti e giovani.

La giustizia dirà se Franci sia colpevole o innocente. Le istituzioni, invece, devono spiegare come un uomo che per oltre vent’anni ha lavorato a stretto contatto con bambini e adolescenti sia diventato un interlocutore privilegiato di scuole ed enti pubblici e quali strumenti di verifica abbiano accompagnato quella fiducia.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu