Concerti Rcf Arena, Tarquini: “Brutta figura di livello internazionale, ora chi paga?”

Giovanni Tarquini lista civica per Reggio Emilia Reggio Civica – RC

Se da una parte “ben venga la decisione di non concedere l’autorizzazione al concerto di Kanye West“, dall’altra è “molto meno comprensibile il diniego a quello di Travis Scott”: è questa la posizione di Giovanni Tarquini, consigliere comunale della lista civica Per Reggio, sulla scelta del prefetto reggiano Angieri di vietare i concerti del 17 e 18 luglio alla Rcf Arena, i due eventi di punta del Pulse of Gaia Festival (ex Hellwatt).

Quel che è certo, però, è che “questa vicenda lascia profonde ferite alla città, desta fortissime perplessità sul ruolo di questa amministrazione locale e pone seri interrogativi per il futuro”. Fin da subito, ricorda Tarquini, “noi ci siamo opposti alla presenza a Reggio del rapper statunitense per le sue note esternazioni antisemite e i suoi inni al nazismo, ed è questo il motivo per cui abbiamo proposto e ottenuto il sostegno all’interrogazione parlamentare di Azione” (quella del senatore Carlo Calenda).

Ora, invece, il provvedimento del prefetto Angieri “sembra aver tolto diversi soggetti da un grande imbarazzo. Ma nel cercare di comprendere il motivo dell’abbinamento di tutti e due i concerti in un unico destino (Travis Scott non c’entra nulla con le esternazioni inaccettabili di Kanye West) ci poniamo diverse domande. Quali sono gli effetti economici di questo annullamento? Perché l’amministrazione non ha chiesto per tempo di conoscere il piano finanziario su cui avrebbe dovuto reggersi questa iniziativa? Chi pagherà i danni e chi rimedierà alle aspettative del territorio e del tessuto economico che avrebbe tratto indubbi benefici se l’organizzazione fosse stata all’altezza?”.

Tutte domande alle quali, almeno per il momento, non c’è una risposta. Per Tarquini, però, “la brutta figura anche a livello internazionale è evidente e non sarà facile recuperare credibilità per il futuro”.

Un’ultima considerazione riguarda “la necessità di prendere atto che eventi di questa portata, seppur gestiti da soggetti privati, coinvolgono servizi e attività dell’intera città e devono trovare la collaborazione attiva e fattiva dell’amministrazione locale, non invece lavaggi di mani o, peggio, silenti condizionamenti di natura politica. E qui la colpa è grave”.



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