Con una decisione clamorosa, il prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri ha vietato i concerti di Travis Scott e di Ye/Kanye West, in programma rispettivamente il 17 e il 18 luglio prossimi alla Rcf Arena al Campovolo.
Stando così le cose, crolla, di fatto, gran parte della programmazione (e dell’attrattiva) del Pulse of Gaia Festival, l’evento che aveva preso il posto – in corsa – dell’Hellwatt Festival e che vedeva proprio nei due cantanti statunitensi le punte di diamante del cartellone.
La decisione del prefetto è arrivata al termine di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata in seguito alle istanze presentate dal Codacons e dalla Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, che avevano espresso rilievi soprattutto sull’esibizione di Kanye West.
Alla riunione, dedicata a esaminare i profili di ordine e sicurezza pubblica connessi ai due eventi, hanno partecipato il sindaco di Reggio Marco Massari, il vicesindaco Lanfranco de Franco, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, il questore Carmine Soriente, i comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il vicecomandante provinciale dei vigili del fuoco, il vicecomandante della Polizia locale di Reggio, il presidente della società C.Volo e il presidente di Coopservice.
Sulla base delle valutazioni emerse nel corso dell’incontro e degli ulteriori approfondimenti istruttori relativi agli aspetti di safety e security, il prefetto Angieri ha adottato un provvedimento ai sensi dell’art. 2 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), disponendo il divieto per entrambi i concerti.
La decisione, ha spiegato il prefetto, “riguarda due eventi previsti in date consecutive presso la Rcf Arena, struttura con una capienza di circa 103.000 spettatori, ed è stata assunta per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, tenuto conto della stretta connessione temporale tra le manifestazioni e dell’elevato afflusso di pubblico previsto nell’arco di 24 ore”. Sulla valutazione complessiva, ha precisato Angieri, “hanno assunto rilievo l’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri Paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni”.







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