1.600 adolescenti della diocesi di Reggio e Guastalla a Roma da papa Francesco

adolescenti diocesi Reggio Guastalla da papa Francesco

Tra gli oltre centomila adolescenti che nella giornata di lunedì 18 aprile hanno gremito piazza San Pietro a Roma per l’incontro dei giovani con papa Francesco, promosso dalla Conferenza episcopale italiana, c’erano anche 1.600 ragazzi e ragazze provenienti dalla diocesi di Reggio e Guastalla (tra le più numerose a livello di rappresentanza tra le diocesi emiliano-romagnole). Per l’occasione il coro dell’istituto diocesano di musica “Don Luigi Guglielmi” ha animato i canti della liturgia presieduta dal Santo Padre.

“La vita alle volte ci mette a dura prova, ci fa toccare con mano le nostre fragilità, ci fa sentire nudi, inermi, soli”, ha detto il pontefice ai presenti: “Quante volte in questo periodo vi siete sentiti soli, lontani dai vostri amici? Quante volte avete avuto paura? Non bisogna vergognarsi di dire: “Ho paura del buio!”. Tutti noi abbiamo paura del buio. Le paure vanno dette, le paure si devono esprimere per poterle così cacciare via. Ricordate questo: le paure vanno dette. A chi? Al papà, alla mamma, all’amico, all’amica, alla persona che può aiutarvi. Vanno messe alla luce. E quando le paure, che sono nelle tenebre, vanno nella luce, scoppia la verità. Non scoraggiatevi: se avete paura, mettetela alla luce e vi farà bene. Il buio ci mette in crisi; ma il problema è come io gestisco questa crisi: se la tengo solo per me, per il mio cuore, e non ne parlo con nessuno, non va. Nelle crisi si deve parlare, parlare con l’amico che mi può aiutare, con papà, mamma, nonno, nonna, con la persona che può aiutarmi. Le crisi vanno illuminate per vincerle”.

“Voi – ha aggiunto papa Francesco rivolgendosi agli adolescenti in piazza – avete il fiuto della realtà, ed è una cosa grande. Voi avete il fiuto: non perdetelo! Il fiuto di dire “Questo è vero, questo non è vero, questo non va bene”; il fiuto di trovare il Signore, il fiuto della verità. Non vergognatevi dei vostri slanci di generosità: il fiuto vi porti alla generosità. Buttatevi nella vita. “Eh, Padre, ma io non so nuotare, ho paura della vita!”: avete chi vi accompagna, cercate qualcuno che vi accompagni. Ma non abbiate paura della vita, per favore! Abbiate paura della morte, della morte dell’anima, della morte del futuro, della chiusura del cuore: di questo abbiate paura. Ma della vita, no: la vita è bella, la vita è per viverla e per darla agli altri, la vita è per condividerla con gli altri, non per chiuderla in se stessa”.



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