Welfare culturale, l’esperienza di Reggio si mette in mostra a Bari e a Milano

welfare culturale Reggio Emilia a ArtLab di Bari – FPM

Con la presentazione agli operatori dei servizi culturali e socio-educativi del territorio, appartenenti a una rete di 70 soggetti del terzo settore e di enti e istituzioni reggiani, a Reggio Emilia ha preso il via “L’Arte mi Appartiene”, la nona edizione del progetto nato nel 2017 dall’intesa tra la Fondazione Palazzo Magnani e Farmacie Comunali Riunite nell’ambito del più ampio programma “Reggio Emilia Città Senza Barriere” dell’amministrazione comunale.

Il tema di questo nuovo ciclo è “Costruire immaginari sui futuri” e ha suscitato fin da subito, durante l’incontro di presentazione ai Chiostri di San Pietro, interesse e desiderio di confronto e progettazione condivisa tra i partecipanti: un sistema che ha generato nel tempo, stabilmente, un nuovo modo di fare welfare, in grado di integrare e completare il sistema di servizi tradizionale.

Il metodo, descritto in un volume dal titolo omonimo edito lo scorso anno, punta a sviluppare attività continuative (in collaborazione e co-progettazione) rivolte sia ai protagonisti e ai destinatari delle attività, le persone con vulnerabilità, sia agli operatori dei servizi socio-sanitari ed educativi del territorio.

“L’Arte mi Appartiene” oggi è un metodo e una pratica condivisa: un modo di utilizzare l’arte, a cominciare dalle mostre e dall’offerta culturale della Fondazione Palazzo Magnani, per rendere la bellezza accessibile e trasformarla in strumento di benessere, relazione, crescita personale e collettiva. Ne è stata una significativa dimostrazione anche l’ultima edizione di Fotografia Europea, che ha proposto – tra mostre istituzionali e del Circuito Off – 51 azioni di welfare culturale, fra cui le esperienze di “L’Arte mi Appartiene”.

Questa e le altre proposte di welfare culturale realizzate da Fondazione Palazzo Magnani e Farmacie Comunali Riunite continuano, nel frattempo, a suscitare interesse nel sistema culturale, socio-educativo e sanitario nazionale.

Davide Zanichelli, direttore della Fondazione e ricercatore senior del Cultural Welfare Center (Cwc), ha partecipato come coordinatore – insieme a Rosa di Lecce, esperta dell’area welfare culturale della stessa Fondazione reggiana – all’ArtLab26 di Bari, dedicato al welfare per investimenti culturali a impatto sociale, tra buone pratiche e politiche pubbliche.

“ArtLab. Territori, cultura, innovazione” è la piattaforma indipendente italiana dedicata all’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali: un progetto di Fondazione Fitzcarraldo Ets di cui il Cwc è partner. Durante il simposio è stato lanciato il programma della Regione Puglia sulle tematiche di welfare culturale, il più ampio mai varato in Italia, che prevede un investimento di circa 30 milioni di euro.

Zanichelli ha illustrato il percorso di welfare culturale di Reggio: “Non si pensi che la cultura possa divenire soltanto uno ‘strumento’ della sanità in senso classico. La scommessa del welfare culturale è rivolta certo anche alla sanità, ma altresì deve essere ‘generativa’ per la comunità, per la quale produce incontro, relazione, manifestazione di sé e relazione. E questo vale per ogni età, condizione sociale e personale. Da questa operazione, inoltre, trae giovamento l’intero sistema culturale di un territorio (musei, teatri, biblioteche, imprese e organizzazioni culturali), e in definitiva dell’intero Paese, grazie all’opportunità di farsi conoscere e legarsi sempre di più alle comunità di riferimento, locali o nazionali, piccole o grandi che siano”.

Su temi analoghi, con particolare riferimento all’attività dei musei, a Milano si è svolto invece il primo dei dieci incontri di “Abitare il Museo: Cultura, Relazioni, Ben-Essere”, il percorso formativo promosso dalla Direzione generale cultura della Regione Lombardia nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera MU.S.E.O. – Museo di prossimità.

La prima tappa del percorso, sviluppato dallo stesso Cultural Welfare Center, ha visto la partecipazione proprio di Zanichelli, che ha presentato le buone pratiche costruite sino a oggi a Reggio e le prospettive di sviluppo di questi temi. L’obiettivo del percorso lombardo, d’altra parte, coincide con gli indirizzi perseguiti negli anni da “Reggio Emilia Città senza Barriere”: rafforzare il ruolo dei musei e dei luoghi espositivi come spazi sempre più accessibili, accoglienti e capaci di generare relazione e benessere per tutti.

“Siamo orgogliosi di poter contribuire a questo percorso formativo”, spiega Zanichelli, “continuando a lavorare per consolidare modelli integrati tra cultura e salute, anche in altre città e regioni. Una delle trasformazioni più importanti oggi è riconoscere i musei e gli spazi espositivi non solo come luoghi della conservazione e della ‘manifestazione’ artistica, ma come infrastrutture sociali di prossimità, capaci di incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone e delle comunità”.



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