È morto nella notte tra giovedì 18 e venerdì 19 giugno, all’età di 58 anni, stroncato da un tumore al colon, l’ex calciatore Igor Protti. L’attaccante, soprannominato lo Zar, giocò anche nella Reggiana, indossando la maglia granata nella stagione 1998-1999 e totalizzando 24 presenze e 8 gol in Serie B.
Tra i più amati protagonisti del calcio italiano dell’epoca, è stato tra i pochissimi calciatori capaci di conquistare il titolo di capocannoniere in Serie A, in Serie B e in Serie C. Cresciuto nelle giovanili del Rimini, Protti è stato protagonista di una lunga carriera che lo ha visto vestire le maglie di Rimini, Virescit Bergamo, Messina, Bari, Lazio, Napoli e appunto Reggiana, prima di diventare una delle bandiere più amate della storia del Livorno. Nel 2003 ha ricevuto il Sigismondo d’Oro, la massima onorificenza civica attribuita dal Comune di Rimini, per avere contribuito a dare prestigio alla città attraverso la sua straordinaria carriera sportiva.
“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale”. Inizia così l’ultimo messaggio lasciato da Protti, pubblicato dalla famiglia su Instagram dopo la sua morte: “Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.
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“La scomparsa di Igor Protti ci addolora profondamente. L’Emilia-Romagna saluta un grande protagonista del calcio italiano, atleta generoso e uomo capace di lasciare un segno profondo dentro e fuori dal campo”: lo ricordano così il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessora regionale allo sport Roberta Frisoni.
“Nella sua lunga carriera sportiva ha saputo conquistare il rispetto e l’affetto di tifosi, compagni di squadra e avversari grazie alle sue qualità tecniche, alla passione con cui ha vissuto il calcio e ai valori che ha sempre incarnato. Cresciuto calcisticamente a Rimini e protagonista anche con la maglia dell’Ac Reggiana 1919, ha mantenuto nel tempo un legame speciale con la sua Emilia-Romagna, che oggi lo ricorda con gratitudine e affetto”.
“In questi mesi ha affrontato la malattia con straordinaria dignità e coraggio, offrendo a tutti una testimonianza di forza e umanità che resterà impressa nella memoria di tante persone. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a quanti gli hanno voluto bene rivolgiamo le più sentite condoglianze a nome dell’intera comunità regionale”.






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