Porre rimedio all’accorpamento degli istituti comprensivi Pertini 1 e 2 stabilito dal Ministero, che senza correttivi rischia di impattare sulla qualità dell’offerta formativa delle scuole e sul lavoro del personale scolastico: è questo l’obiettivo del percorso avviato dal Comune di Reggio Emilia di fronte al nuovo assetto della rete scolastica reggiana.
Dal primo settembre, proprio per effetto delle decisioni del commissario del governo, il primo ciclo di istruzione conterà undici istituzioni scolastiche comprensive, tra cui un unico istituto comprensivo con numeri e dimensioni quasi doppie rispetto alla media degli altri.
La diminuzione delle autonomie scolastiche imposta dal Ministero all’Emilia-Romagna per la provincia di Reggio si è tradotta nell’accorpamento dei Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) Reggio Nord e Reggio Sud e degli istituti comprensivi Pertini 1 e Pertini 2.
Per questo l’amministrazione comunale reggiana, a cui spetta il compito di definire numero, struttura e composizione delle autonomie scolastiche sul territorio comunale, ha avviato già a febbraio un processo di revisione della rete.
“Reggio è una città che ha fatto della scuola una parte profonda della propria identità”, ricorda l’assessora comunale alle politiche educative Marwa Mahmoud: “Dopo il nuovo dimensionamento scolastico, abbiamo avviato un percorso di dialogo e confronto con dirigenti scolastici, Ufficio scolastico territoriale e organizzazioni sindacali, che nei prossimi mesi coinvolgerà anche i consigli d’istituto, per costruire insieme un contesto scolastico cittadino più vicino, più equo e più capace di accompagnare bambine, bambini, ragazze e ragazzi nei loro percorsi di crescita”.
Il percorso prevede il mantenimento di tutti i plessi scolastici e si fonda su tre criteri condivisi: “Il primo va a rafforzare la territorialità, perché la scuola continui a essere un presidio vivo e vicino alle famiglie nei quartieri e nelle frazioni. Il secondo obiettivo è garantire un equilibrio cittadino dell’offerta formativa, con una distribuzione più equa del tempo pieno e del tempo scuola a 27 ore su tutto il territorio. Infine, è necessario valorizzare la comprensività, tutelando la continuità educativa tra scuola primaria e secondaria di primo grado e accompagnando in modo più efficace i percorsi di crescita”.
Quest’ultimo punto, nel dettaglio, punta a far sì che tutti gli alunni e tutte le alunne della classe quinta della scuola primaria di un istituto comprensivo possano essere accolti/e nelle classi prime della scuola secondaria di primo grado dello stesso istituto comprensivo.
Nelle prossime settimane, conclude Mahmoud, “entreremo nel vivo delle scelte che disegneranno la rete delle scuole reggiane del primo ciclo dall’anno scolastico 2027/2028. La scuola, a Reggio, è uno spazio pubblico di cura, crescita e futuro. Continueremo a lavorare perché resti un presidio fondamentale per tutta la comunità”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu