Ci sono anche nomi di primissimo piano nazionale tra i trentacinque sindaci che hanno firmato un appello al governo, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e in generale al centrodestra chiedendo di “rinunciare agli attacchi istituzionali” – “davanti a episodi così tragici” – contro il sindaco di Bologna Matteo Lepore, accusato di essere in qualche modo responsabile dei disordini scoppiati lunedì scorso sotto le Due Torri al termine del presidio pacifico convocato dallo stesso Lepore dopo la morte di Abderrahim Fakir, l’uomo di 42 anni di origine marocchina deceduto domenica al Pilastro durante un “intervento contenitivo” di due agenti della Polizia di Stato.
Nell’elenco dei firmatari del documento di sostegno a Lepore spiccano le adesioni dei sindaci di Roma Roberto Gualtieri, di Milano Beppe Sala, di Napoli Gaetano Manfredi, di Torino Stefano Lo Russo, della sindaca di Genova Silvia Salis e di quella di Firenze Sara Funaro, ma ci sono anche tanti primi cittadini emiliani: quello di Reggio Emilia Marco Massari, quello di Modena Massimo Mezzetti, quello di Parma Michele Guerra, e poi ancora quelli di Piacenza, Cesena, Rimini.
“Il sindaco di Bologna Matteo Lepore si è assunto la responsabilità istituzionale di stare accanto alla famiglia di Abderrahim Fakir, di dare voce alla richiesta di verità e di contribuire a ricondurre il dolore e la tensione della comunità dentro un percorso democratico e rispettoso dello Stato di diritto”, si legge nell’appello.
Il presidio di piazza Nettuno, ricordano i firmatari, “ha raccolto migliaia di persone in modo pacifico”. “Le successive violenze e danneggiamenti, le aggressioni agli operatori delle forze dell’ordine appartengono esclusivamente a chi li ha compiuti e meritano la più ferma e netta condanna. Matteo Lepore ha condannato da subito con chiarezza quelle violenze, distinguendo la partecipazione democratica della città dall’azione di gruppi che hanno cercato e voluto trasformare il dolore in scontro”.
“Agli agenti feriti”, sottolineano i 35 sindaci, “esprimiamo piena solidarietà e alle forze dell’ordine piena riconoscenza per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela delle nostre comunità”; ma, ammoniscono i primi cittadini, “attribuire al sindaco la responsabilità delle condotte di queste frange, oltre che sbagliato, significa alimentare una contrapposizione istituzionale che rende ancora più difficile affrontare una vicenda tanto grave”.
Per questo motivo, “rivolgiamo l’appello al governo, alla presidente Meloni e al centrodestra di rinunciare agli attacchi istituzionali davanti a episodi così tragici. La coesione delle istituzioni e delle forze politiche e la piena fiducia nel lavoro della magistratura nell’accertamento dei fatti è fondamentale”.
Per i 35 sindaci “ogni scontro istituzionale, da qualunque parte provenga, produce solo ulteriore smarrimento tra i cittadini. Tutte le istituzioni e i cittadini vogliono il pieno e rigoroso accertamento dei fatti. Tutte le istituzioni e i cittadini condannano ogni forma di violenza e ogni generalizzazione pericolosa sulle forze dell’ordine. Si dimostri insieme che nessuna divisione politica può essere più forte dell’unità istituzionale nel chiedere trasparenza e verità e nel condannare ogni forma di violenza”.






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