Un cugino: Saman era una brava ragazza

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Il parente della 18enne scomparsa all’Ansa: “Che qualcosa sia successo secondo me è vero. Altrimenti perché i genitori sono scappati?”

“Che qualcosa sia successo secondo me è vero. Altrimenti perché i genitori sono scappati?”.

A parlare è un cugino 38enne di Saman Abbas, la ragazza d’origine pachistana scomparsa da oltre un mese e che si presume essere stata ammazzata a Novellara, nella Bassa Reggiana. Il parente – che chiede l’anonimato “per non avere problemi”, come spiega all’ANSA – lavora nella stessa azienda agricola della famiglia Abbas.

“Intorno al 25 aprile, Shabbar (padre di Saman, ndr) mi ha chiesto un favore: andare a comprare un biglietto aereo per il Pakistan per sua moglie. Lui non voleva andare perché aveva un debito con quest’agenzia del paese. Ma io non c’entro nulla con questa vicenda e non ho aiutato nessuno a fuggire”, dice il giovane che è stato sentito più volte dai carabinieri come persona informata sui fatti, ribadendo la sua estraneità al caso Saman, tant’è che non è indagato.

“Saman? Era una brava ragazza, simpatica e allegra. Spesso ridevamo insieme – continua a raccontare il cugino – poi quel che succedeva in casa tra di loro non lo so. A me sembrava tutto ok”. Infine, sul matrimonio combinato conclude: “Un anno fa mi risulta che lei fosse andata in Pakistan e avesse accettato di sposare quel cugino. Poi quando è tornata, forse ha cambiato idea oppure ha trovato un altro ragazzo. Quando lei era in comunità, la mamma piangeva perché era lontana”.



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