E’ stato ricordato oggi martedì 30 gennaio l’80esimo anniversario dell’eccidio in cui persero la vita don Pasquino Borghi e altri otto antifascisti a Reggio Emilia. Il 30 gennaio 1944, infatti, a poco più di un mese dall’uccisione dei sette fratelli Cervi e di Quarto Camurri, nel Poligono di tiro di Reggio Emilia i fascisti repubblichini fucilarono per rappresaglia don Pasquino Borghi e altri otto patrioti: Ferruccio Battini, Romeo Benassi, Umberto Dodi, Dario Gaiti, Destino Giovannetti, Enrico Menozzi, Contardo Trentini ed Enrico Zambonini.
Martedì le celebrazioni si sono aperte alle ore 10 al Poligono di tiro di via Paterlini 17, dove è stato reso omaggio ai nove caduti nel luogo dell’eccidio, con gli interventi del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e di Massimo Storchi in rappresentanza delle Associazioni partigiane. Alle ore 11, nella Basilica delle Ghiara, don Giuseppe Dossetti celebra una messa in suffragio dei caduti. Infine alle ore 12.15 deposta una corona presso la lapide commemorativa in vicolo dei Servi, collocata sul retro dell’Ostello della Ghiara, nelle cui adiacenze sorgeva il luogo di detenzione fascista dove furono rinchiusi don Borghi e gli altri antifascisti prima dell’esecuzione.






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Concordo!!!
La sinistra italiana fa parte delle sinistre europee. Loro pensano di fare il bene del popolo ma il popolo non li capisce perchè si tratta […]
Che bello leggere chi riesce a trasformare i "ma andate a cagare!" che ti frullano in testa in ragionamenti articolati, intelligenti e ben scritti. Possiamo
Grazie per il contributo. Credo che lei abbia elencato tutti i motivi per i quali anche stavolta voterò PD la prossima volta
Devono esistere i "principi non negoziabili", o "non manipolabili" come li definiva Papa Benedetto XVI°, per un cattolico in politica. Non manipolabili nel senso che […]