Nella notte tra domenica 12 e lunedì 13 luglio il Cimitero Monumentale di Reggio Emilia è stato preso di mira dai ladri: in cerca di rame e bronzo, i malviventi hanno portato via croci e vasi da diverse tombe, lasciando segni evidenti sui monumenti depredati.
Il danno più grave, almeno dal punto di vista simbolico, è quello alla tomba della famiglia Cantarelli, dedicata al figlio aviatore: la statua di quest’ultimo, tra le più note del cimitero reggiano, è stata rimossa integralmente dal piedistallo – risultato danneggiato nell’operazione – ed è stata portata via. Furti e danneggiamenti hanno riguardato anche le tombe vicine, private di croci, vasi e altro materiale funerario.

“Un gesto indegno, contro la memoria dei defunti e il rispetto dovuto alle famiglie”, commenta il Coordinamento cittadino di Forza Italia: “Un atto di profanazione che si aggiunge a un quadro cittadino sempre più preoccupante, dove sempre più zone della città sono attanagliate dai furti e dalla delinquenza”.
“Riteniamo indispensabile potenziare la videosorveglianza all’uscita della struttura e nei punti di accesso, insieme a un servizio di vigilanza nelle aree più esposte, come deterrente e come strumento per individuare i responsabili”, propongono il coordinatore cittadino forzista Luca Vezzani e la sua vice Mariarosaria Tedesco: “La sicurezza non è un optional, nemmeno al cimitero. Chiediamo all’amministrazione di stanziare senza ritardi le risorse necessarie e di dare risposte rapide ai cittadini colpiti da questi gravi e vergognosi episodi”.






Vergognoso che nel 2026 gli accessi del Cimitero Monumentale non abbiano ancora copertura di videocamere di sorveglianza, e da anni questi pezzenti ladri di rame abbiano gioco facile nello sfregiare questo patrimonio artistico e culturale della nostra città.
Una Paradise Street in meno, uno sportello antirazzista in meno per tue telecamere in più!
Certo la splendida statua dell’aviatore Cantarelli non sarà stata caricata nel bagagliaio di una Panda: non posso credere che non si riesca a risalire ai responsabili, visionando quanto ripreso da altre videocamere nei pressi degli accessi al Monumentale, in quella stessa notte.
È uno sfregio al patrimonio culturale di Reggio che va sanato al più presto, recuperando l’opera della scultrice Adani.
Spiace per la giunta in carica e per gli amministratori attuali: la sciatteria, l’abbandono, il mancato presidio, ormai da anni, di tante zone e quartieri della nostra città (non solo il centro storico) produce queste conseguenze.
Una notizia tristissima. Un opera d’arte, che avevo più volte ammirato, rubata non per il valore artistico, ma per essere venduta a peso e fusa.
I furti di rame si indovina facilmente a chi attribuirli.
Non “ripongo molte speranze” che i responsabili dei furti/vandalismi vengano individuati e puniti, spero piu’ che altro che si possano quanto prima ripristinare i monumenti funebri danneggiati. Una copia della statua deve poter essere rimessa al suo posto.
Ho letto questa notizia con vero dolore e tanta amarezza. Ho condotto per anni le visite al nostro Cimitero Monumentale che proprio così si definisce per essere un museo d’arte a cielo aperto. Ricco di una storia unica che parte dall’inizio dell’800 e che ripercorre la storia più sentita della città di Reggio. E ora apprendere di questa profanazione, un atto miserevole e soprattutto dovuto all’incuria nei confronti di questo patrimonio, è, come già detto, fonte di dolore. Non potrebbe, chi può e deve, finalmente attivarsi e prevedere anzichè rimediare con pretestuose e false risposte? In ogni caso arriva sempre troppo tardi!!!
“Non c’è più religione!“
Dissero ben a ragione la stessa cosa quando gli Ostrogoti depredarono le statue marmoree dei templi romani per riciclarle in anonimo materiale edile.
Mala tempora re-currunt.
In fede, sempre Vostro
G. B. Vico
siamo arrivati a questo
quella statua era un pezzo della mia infanzia, quante volte da bambino mio papà mi ci portava a vederla ogni volta che andavamo al cimitero…
Ormai i nuovi cittadini reggiani non hanno più nessun spirito di comunità e questo è quello che ci aspetta per il futuro