Il consiglio comunale di Reggio Emilia, nella seduta di lunedì 25 maggio, ha approvato la Relazione funzionale all’istruttoria per l’affidamento in-house dei servizi di gestione della sosta e di ulteriori servizi complementari per la mobilità locale.
La relazione era stata trasmessa al consiglio dopo che, la scorsa settimana, la giunta Massari aveva approvato le linee di indirizzo per avviare l’iter. Il documento ha passato il vaglio della Sala del Tricolore con 20 voti favorevoli (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Massari, Europa Verde-Possibile, Coalizione civica) e 5 voti contrari (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia).
Con l’approvazione della relazione e con la ratifica delle decisioni assunte dall’assemblea di Act, avvenuta poco prima nella stessa seduta, il consiglio comunale reggiano ha dato il via libera al percorso che dovrà verificare due aspetti: se l’affidamento in-house (cioè a gestione diretta) della sosta sia effettivamente conveniente per il Comune di Reggio e, contestualmente, se Act possa essere il soggetto a cui affidare questi servizi, come ha spiegato in aula l’assessora alla mobilità Carlotta Bonvicini.
“Negli ultimi anni abbiamo approvato il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) e definito obiettivi molto chiari: ridurre l’impatto del traffico privato, migliorare l’accessibilità al centro storico e ai principali poli attrattori, sviluppare ulteriormente i parcheggi scambiatori, rafforzare il trasporto pubblico e la mobilità condivisa, riqualificare lo spazio pubblico e accompagnare la transizione verso forme di mobilità più sostenibili”.
Per perseguire questi obiettivi, sostiene l’assessora, “la sosta non può essere considerata soltanto un servizio tecnico o uno strumento tariffario: è invece una leva di politica urbana. Attraverso la gestione della sosta definiamo come si accede alla città, come distribuiamo la domanda tra residenti, lavoratori e utenti, come sostenere il commercio e la qualità dello spazio pubblico, come incentivare il trasporto pubblico, la mobilità condivisa e l’utilizzo dei parcheggi scambiatori e dei minibu”.
Il modello attuale, costruito nel tempo attraverso affidamenti differenti e riferiti a porzioni diverse del sistema della sosta cittadina, ha garantito il funzionamento del servizio; ma oggi, secondo Bonvicini, “mostra alcuni limiti: una gestione frammentata, minore capacità di integrazione e strumenti meno flessibili per accompagnare i cambiamenti della città. Le trasformazioni urbane già programmate, i percorsi di riqualificazione dello spazio pubblico, l’evoluzione del trasporto pubblico, lo sviluppo della sharing mobility e le modifiche nelle abitudini di spostamento sono tutti elementi che richiedono una capacità di governo più integrata e strumenti più dinamici”.
L’orientamento verso un possibile affidamento in-house, quindi, “nasce dalla volontà di costruire una governance più unitaria delle politiche della mobilità e di dotare il Comune di strumenti che consentano maggiore controllo, più forte integrazione tra i servizi e maggiore capacità di adattamento, nella consapevolezza che la sosta non è il fine, ma uno degli strumenti attraverso cui costruiamo accessibilità, qualità urbana e mobilità sostenibile”.
La delibera, dunque, costituisce l’avvio di un percorso istruttorio che dovrà produrre gli elementi richiesti dalla normativa: l’individuazione del soggetto, la verifica dei requisiti dell’in-house, il piano economico-finanziario, il confronto con le alternative di mercato, la dimostrazione della convenienza economica e della sostenibilità del modello.







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