La Regione investe 8,1 milioni di euro per edifici pubblici più sicuri in caso di calamità naturali

panoramica Vetto montagna Appennino reggiano

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 8,1 milioni di euro per il rafforzamento strutturale e la riduzione del rischio sismico di sei edifici pubblici strategici (cinque municipi e una palestra), che saranno utilizzati come sedi di protezione civile o per dare assistenza e riparo alla popolazione in caso di calamità naturali.

Rispetto allo scorso anno, il nuovo bando ha aumentato del 25% l’importo a metro cubo dei contributi assegnati, e quattro dei sei interventi richiesti hanno usufruito della nuova premialità nel punteggio di partenza in quanto comuni dell’Appennino o delle aree interne della regione. Adesso i Comuni hanno sei mesi di tempo per presentare i progetti definitivi, comprensivi del relativo piano economico.

“La riduzione del rischio continua a essere al centro della strategia regionale e i finanziamenti aggiudicati confermano questa nostra priorità”, ha commentato l’assessora regionale alla Protezione civile Irene Priolo: “Nei giorni scorsi si è chiusa l’istruttoria del bando lanciato nel mese di dicembre, con risorse assegnate dal dipartimento nazionale di Protezione civile. Ora, quanto prima, prenderanno il via i cantieri”.

Alla provincia di Reggio sono destinati oltre un milione e mezzo di euro per la demolizione e la ricostruzione della palestra comunale di Vetto, sull’Appennino reggiano. A Borgo Val di Taro, in provincia di Parma, saranno invece effettuate delle opere di rafforzamento locale della sede del municipio e di Palazzo Pretorio.

Nel territorio provinciale di Forlì-Cesena sono tre le opere finanziate, per un totale di quasi 4 milioni e 800.000 euro: il miglioramento sismico delle due sedi municipali di Meldola e di Forlì e la demolizione e la ricostruzione di quella di Borghi. Sempre in Romagna, a Fusignano, in provincia di Ravenna, sono in arrivo un milione e 250.000 euro per il miglioramento sismico del palazzo del municipio.



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