“La partita in gioco per il vino italiano, e non solo, in questi giorni è decisiva: dal Cancer plan al NutriScore in Europa si discute di bollino nero e allarmi per la salute, rischiando di danneggiare tutti i nostri migliori prodotti e l’intero made in Italy e soprattutto disinformando le persone. Esistono differenze nette tra l’abuso di alcol, da combattere senza alcun dubbio anche per i gravi rischi per la salute pubblica, e un consumo moderato e consapevole”.
È decisa la presa di posizione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, nel dire no all’etichetta a semaforo o NutriScore e alla proposta Ue di inserire il vino nella lista nera degli alimenti dannosi per la salute.
In attesa del voto del Parlamento europeo oggi sul Piano per la lotta contro il cancro della Commissione Beca, che indicherebbe il vino come alimento pericoloso anche con avvertimenti di tipo sanitario in etichetta (come quelli per il tabacco e le sigarette) e del sistema NutriScore per dare punteggi salutistici ai cibi, sono numerose le voci che si alzano in difesa del settore vitivinicolo che in Emilia-Romagna e in Italia ha tra i massimi produttori ed esportatori.
“L’Emilia-Romagna esprime pieno appoggio alla richiesta degli onorevoli De Castro e Dorfmann di emendare la proposta che pone il vino tra gli osservati speciali- continua l’assessore Mammi-. Abbiamo già rivolto un appello ai colleghi delle Regioni, al Governo e agli europarlamentari italiani per costruire un fronte comune nazionale a difesa degli alimenti Dop e Igp, perché l’etichettatura semaforica penalizza ingiustamente il cibo e il vino Made in Italy”.
“Se le correzioni proposte non dovessero essere recepite- chiude Mammi- sarebbe un danno gravissimo per un intero settore economico, anche a seguito degli effetti negativi come le riduzioni delle politiche di promozione e di sostegno del comparto: in quel caso ci faremo trovare pronti per una forte e decisa azione politica. Da anni lavoriamo per una cultura dell’alimentazione e del vino che prevenga i consumi eccessivi soprattutto tra le giovani generazioni”.







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