Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna Alberto Ziroldi ha convalidato il fermo e ha disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico – ma in una casa diversa da quella in cui abita solitamente – per il trentenne accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 12 anni, amica e coetanea della figlia dell’uomo.
L’abuso, secondo la prima ricostruzione dei fatti, sarebbe avvenuto qualche giorno fa nell’abitazione del 30enne, situata nel quartiere Pilastro, alla periferia della città. Quando la ragazzina ha raccontato al padre quanto era accaduto, quest’ultimo ha chiamato a raccolta alcuni familiari e si è presentato a casa dell’uomo per chiedergli conto dell’accaduto: il trentenne avrebbe ammesso il rapporto sessuale, sostenendo tuttavia che la vittima sarebbe stata consenziente.
A quel punto i parenti della giovanissima vittima hanno trascinato l’uomo in strada e l’hanno aggredito con pugni e calci, in una sorta di raid punitivo: a salvarlo dal linciaggio sono stati gli agenti della polizia, allertati da alcuni residenti che avevano assistito alla scena.
Le indagini sono in mano alla squadra mobile, coordinata dal pubblico ministero Marco Forte. La polizia ha già requisito i telefoni cellulari dell’uomo e della ragazza, per analizzarli e cercare di chiarire meglio i contorni della vicenda.






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