Il gruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale di Reggio ha presentato un’interrogazione per chiedere al sindaco Luca Vecchi e alla giunta se durante i colloqui avuti con la società Silk-Faw (la joint venture nata dall’accordo tra l’americana Silk Ev e la cinese Faw) “siano almeno state richieste e/o verificate le capacità finanziarie della società cinese e statunitense partecipanti al progetto”.
In caso contrario, ha commentato il consigliere comunale reggiano di Fratelli d’Italia Gianluca Vinci, “ci troveremmo veramente di fronte a del dilettantismo della politica e dell’amministrazione, questo al di là della buona fede o meno degli interlocutori imprenditoriali”.
Da qualche mese, ha ricordato Vinci, il Comune di Reggio “ha preannunciato la realizzazione di un importantissimo distretto industriale in località Gavassa per la produzione di auto elettriche in un’area oggi totalmente agricola, con la promessa di creare migliaia e migliaia di nuovi posti di lavoro. La celerità con la quale il Comune si è attivato per la modifica della destinazione urbanistica è a mio avviso senza precedenti a Reggio”.

“La fiducia che il sindaco, la giunta e tutta la maggioranza hanno dato a queste persone rappresentanti una società cinese e una statunitense, a me sconosciute, è visibilmente massima. Lo stesso Comune di Reggio ha effettuato il lancio della notizia con entusiasmo e ha dimostrato di aver avuto contatti riservati precedentemente alla pubblicazione della notizia, tutto questo senza che vi siano stati tavoli partecipati con la cittadinanza”.
Per questi motivi, ha spiegato Vinci, il gruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale non ha votato a favore della delibera sull’accordo di programma ma si è astenuto, “a differenza delle altre forze di opposizione (tutte tranne il Movimento 5 Stelle), che hanno espresso voto favorevole alla delibera proposta dalla giunta senza sollevare dubbi per le modalità e nel merito della stessa”.
Nei giorni scorsi, ha proseguito il consigliere Vinci, “a ulteriore riprova dei nostri dubbi è uscito un articolo su un noto quotidiano online dai risvolti inquietanti circa l’assoluta mancanza di notorietà internazionale della società cinese e sui debiti della partner statunitense, nonché una riportata dichiarazione della Consob americana sull’alto rischio delle obbligazioni emesse da quest’ultima. A fronte di ciò, da parte del sottoscritto ci si aspettava una pronta smentita del Comune, o quantomeno rassicurazioni a riguardo, invece nulla”.
Per Vinci “crescono allora i dubbi, se le modifiche urbanistiche non saranno seguite dalla reale esecuzione delle opere e dal buon fine dell’intero progetto industriale si avrebbero ricadute pesantissime su un territorio ad oggi con vocazione prettamente agricola. Reggio non potrebbe sopportare la parziale e non completa realizzazione dell’impianto o una rapida chiusura dello stesso: le ex Officine Reggiano stanno dimostrando a tutti le problematiche connesse a un’area industriale dismessa nelle vicinanze della città”.







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