La Federazione anarchica di Reggio Emilia ricora con affetto Mario Vighi, capo ufficio stampa dei Teatri di Reggio Emilia, morto lunedì scorso mentre si trovava al lavoro al Valli.
Negli anni Novanta, Vighi (originario di Parma, ma una carriera professionale vissuta quasi per intero a Reggio Emilia), fu direttore di Retemilia (tv locale poi chiusa) e si occupò con passione di trasmissioni e approfondimenti di carrattere storico. Fu allora, studiano la figura di personaggi quali Camillo Berneri, che Vighi prese in simpatia il filone anarchico reggiano. Una passione, quella per la storia e per il movimento anarchico, che Mario Vighi non smise mai di coltivare.
"Se ne è andato Mario Vighi _ scrive il Fai di Reggio Emilia -. Mario è stato un compagno generoso, ironico, sempre disponibile a contribuire alla vita del movimento con riflessioni e ha partecipato ad innumerevoli iniziative culturali della federazione anarchica reggiana Fai.
Pensatore indipendente, o più propriamente libero pensatore, ha fatto della ricchezza e dell’autonomia intellettuale la caratteristica di un’intera esistenza.
Ricordiamo con piacere il documentario girato con Fabrizio Montanari sulle orme di Camillo Berneri che racconta la straordinaria vita di questo grande anarchico del Novecento, purtroppo ancora poco conosciuto.
Mario ci mancherà, così come ci mancheranno i suoi contributi irregolari, sui quali non sono mancati momenti di confronto improntati sempre sul valore plurale che caratterista la filosofia libertaria.
La federazione anarchica reggiana (Fai) si stringe a quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e ora lo piangono. E’ stato bello sognare e lottare insieme".






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