Venerdì 27 settembre Donatella Prampolini Manzini ha annunciato le proprie dimissioni da presidente provinciale di Confcommercio Reggio Emilia. “L’ho fatto – ha spiegato – perché credo sia giusto affidare l’associazione a una persona che le possa dedicare il tempo necessario”.
La dirigente reggiana, infatti, è attualmente anche vicepresidente nazionale di Confcommercio – Imprese per l’Italia e presidente nazionale di Fida, la Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione di Confcommercio, incarichi che invece continuerà a mantenere.
“In questi anni – ha ricordato – ho avuto tante soddisfazioni, sono cresciuta e mi sono stati affidati degli incarichi importanti che voglio onorare dedicando a ognuno di essi il tempo necessario. Per questo, come già avevo anticipato, ritengo che sulla territoriale sia giunto il momento di lasciare spazio ad altri”.
Entro una quarantina di giorni, completati tutti gli adempimenti necessari, saranno convocate le elezioni per la scelta del nuovo presidente provinciale reggiano. Donatella Prampolini, in ogni caso, rimarrà nella società di servizi “fintanto che sarà necessario, in modo da dare a chi viene dopo di me tutti gli strumenti per prendere in mano questa eredità assicurando la necessaria continuità”.
“Rimango quindi una donna Confcommercio e come tale continuerò a battagliare e a cercare di portare a casa le istanze dei nostri commercianti. Lo farò da Roma ma, comunque sia, col cuore sempre nella mia città, che è quella che mi ha dato la possibilità di diventare ciò che sono oggi”.






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Concordo!!!
La sinistra italiana fa parte delle sinistre europee. Loro pensano di fare il bene del popolo ma il popolo non li capisce perchè si tratta […]
Che bello leggere chi riesce a trasformare i "ma andate a cagare!" che ti frullano in testa in ragionamenti articolati, intelligenti e ben scritti. Possiamo
Grazie per il contributo. Credo che lei abbia elencato tutti i motivi per i quali anche stavolta voterò PD la prossima volta
Devono esistere i "principi non negoziabili", o "non manipolabili" come li definiva Papa Benedetto XVI°, per un cattolico in politica. Non manipolabili nel senso che […]