Abbandono di rifiuti, a Reggio con le fototrappole già 110.000 euro di sanzioni

Davide Prandi e Polizia locale di Reggio Emilia – CoRE

Cinquecento verbali, per un importo complessivo delle sanzioni di circa 110.000 euro, solo nei primi otto mesi del 2026: è questo il bilancio dell’attività delle fototrappole utilizzate dal Comune di Reggio Emilia per contrastare l’abbandono irregolare dei rifiuti sul territorio.

Sono dati che registrano un andamento in progressiva diminuzione, segno che la lotta al fenomeno incivile degli abbandoni – anche se i numeri restano significativi – inizia a dare i suoi frutti: si passa dai 108 verbali di gennaio (per 23.690 euro complessivi) agli 81 di febbraio, poi 71 a marzo e ad aprile, 48 a maggio, 45 a giugno, fino ai 35 di luglio e ai 41 di agosto.

132 verbali sono già stati pagati dai trasgressori, per un incasso di 30.305 euro, mentre altri 216 sono stati notificati, per un importo complessivo di 47.348 euro; sono solo otto, al momento, i verbali non ancora pagati entro la scadenza, per un totale di 1.656 euro, mentre sono trenta i ricorsi in atto, per 6.555 euro complessivi.

“Le fototrappole non sono state introdotte per fare cassa e non misuriamo il successo di questo strumento dal numero delle multe”, spiega l’assessore alla cura della città Davide Prandi: “Le sanzioni servono a rendere concreto un principio molto semplice: lo spazio pubblico appartiene a tutti e chi lo danneggia o scarica i propri rifiuti dove non deve non può pensare di farlo senza conseguenze”.

L’obiettivo, però, “è esattamente il contrario di quello di aumentare le sanzioni: vogliamo arrivare ad averne sempre meno, perché diminuiscono i comportamenti scorretti. Ogni rifiuto abbandonato oltretutto ha un costo che finisce per ricadere sulla collettività. La vera buona notizia non sarà avere più verbali o più sanzioni: sarà avere meno comportamenti scorretti. Fototrappole, controlli e presenza sul territorio sono strumenti. L’obiettivo resta una città più pulita, più curata e nella quale il rispetto degli spazi comuni diventi una responsabilità condivisa”.

Alle fototrappole si affianca l’azione degli agenti accertatori, che tra gennaio e agosto hanno effettuato 3.177 interventi nei luoghi della città più interessati dai comportamenti scorretti: 366 a gennaio, 326 a febbraio, 462 a marzo, 426 ad aprile, 353 a maggio, 388 a giugno, 467 a luglio e 389 ad agosto. Ne sono scaturiti 319 accertamenti, per un importo complessivo delle sanzioni di 62.896,40 euro.

“Un lavoro quotidiano che spesso non si vede”, riconosce Prandi: “Più di 3.100 interventi in otto mesi significano presenza sul territorio, controlli, verifiche e contatto diretto con i problemi dei quartieri. I 319 accertamenti rappresentano soltanto una parte di questa attività: nella grande maggioranza degli interventi non si arriva a una sanzione. Anche questo è un dato importante, perché il controllo serve prima di tutto a prevenire e a far rispettare le regole”.

La cura della città, secondo l’assessore, “non può essere affidata soltanto alla pulizia riparativa di ciò che viene abbandonato. Se ci limitassimo a raccogliere ogni volta i rifiuti lasciati illegalmente, finiremmo per chiedere alla collettività di sostenere continuamente le conseguenze di comportamenti individuali scorretti. Dobbiamo invece intervenire prima, individuare chi compie questi gesti e nello stesso tempo continuare a migliorare i servizi a disposizione dei cittadini. Fermezza verso chi vìola le regole e servizi efficienti non sono due politiche alternative: devono procedere insieme”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu