[Podcast] “Niente Chiacchiere” – Talk Room #35 – Mauro Barbiero: tutta colpa di Stanislavskij

Prima ancora della voce c’è il corpo. Un gesto, un respiro, una postura, il modo di occupare uno spazio possono raccontare un personaggio molto prima che l’attore pronunci una battuta.

A teatro nulla è lasciato al caso: ogni movimento, ogni pausa, persino un silenzio sono il risultato di scelte precise. Recitare significa costruire un personaggio attraverso il corpo, la voce, lo studio e la tecnica.

Mauro Barbiero, attore, performer e insegnante, si diploma nel 1999 al Laboratorio Nove di Firenze, diretto da Barbara Nativi. La sua formazione attraversa linguaggi differenti, dal teatro classico al teatro-danza, dal mimo al canto lirico. Studia, tra gli altri, con Dora Romano, Lindsay Kemp, Danio Manfredini e Abbondanza/Bertoni, sviluppando un percorso artistico che intreccia discipline e modalità espressive diverse.

Mauro Barbiero nei panni di Charlie Chaplin
Nel corso della carriera lavora con alcuni dei protagonisti della scena teatrale italiana e internazionale: Pamela Villoresi, Franco Zeffirelli, Giorgio Barberio Corsetti, Glauco Mauri, Paolo Poli, Eimuntas Nekrošius e la Socìetas Raffaello Sanzio. Alle esperienze teatrali affianca quelle televisive e le produzioni liriche, tra cui “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk” al Teatro alla Scala di Milano, nel 2026, nel ruolo del cuoco.

All’attività di attore Barbiero affianca quella di insegnante di recitazione, un ruolo che lo porta a confrontarsi con allievi, capacità e sensibilità differenti. Lo scorso giugno ha curato “Nottataccia”, spettacolo degli allievi del corso base della Filodrammatica Piacentina, ispirato a “Un treno, una notte” di Dacia Maraini, adattando il testo al gruppo e inserendo due scene originali.

Ospite di “Niente Chiacchiere. Storie che suonano”, Barbiero ripercorre esperienze, incontri e scelte professionali, raccontando il lavoro dell’attore tra preparazione tecnica, espressione corporea e interpretazione. Un incontro che, tra teatro e vita quotidiana, conserva il tono informale di una conversazione tra amici.




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