Le Reggiane devono tornare a produrre futuro

Ramblas Parco Innovazione Reggio rendering U – CoRE

La pista francese per un grande data center alle Reggiane è una notizia da prendere sul serio. Il progetto andrà valutato per investimenti, consumi energetici e ricadute sul territorio. Ma il dato importante è già evidente: grandi operatori internazionali considerano le Reggiane un luogo adatto a ospitare infrastrutture della nuova economia digitale. È da qui che bisogna partire. Non dal singolo data center, ma dalla prospettiva industriale che apre.

Reggio da molti anni non ha una politica industriale riconoscibile. Ha un sistema manifatturiero forte, imprese eccellenti, competenze tecniche, capacità di esportazione. Ma sono soprattutto il risultato di una storia imprenditoriale che procede per forza propria. Manca una strategia capace di decidere dove la città vuole stare tra vent’anni e quali nuove attività vuole attrarre.

Le Reggiane possono essere una parte importante della risposta. Lo furono nel Novecento, quando rappresentarono uno dei punti più avanzati dell’industria meccanica italiana. Oggi non si tratta di riprodurre quel modello, ma di recuperare quella funzione: mettere nello stesso luogo tecnologia, ricerca, imprese e lavoro qualificato.

L’intelligenza artificiale offre questa possibilità. La raccontiamo come qualcosa di immateriale, ma ha bisogno di infrastrutture molto concrete: data center, energia, reti, sistemi di raffreddamento, sicurezza, tecnici e ingegneri. Attorno alla capacità di calcolo stanno nascendo nuove filiere industriali.

Per Reggio il punto è semplice. Un data center isolato resta una grande infrastruttura tecnologica. Inserito in un sistema di università, ricerca, meccatronica, robotica, automazione e imprese può diventare altro. Conta ciò che gli cresce intorno.

Alle Reggiane una parte di questo sistema esiste già. Ci sono Parco Innovazione, laboratori, università, imprese e moltissimo spazio ancora disponibile. Intorno c’è uno dei sistemi manifatturieri più forti d’Europa, con aziende che useranno sempre più intelligenza artificiale, automazione e dati. Non si parte da zero.

La vera occasione è passare dalla riqualificazione delle Reggiane al loro rilancio industriale. Finora si è lavorato soprattutto sul recupero dell’area e sull’insediamento di alcune funzioni innovative. Ora quegli spazi possono servire ad attrarre investimenti tecnologici di dimensione internazionale.

Non qualsiasi investimento e non a qualsiasi condizione. I data center consumano energia e pongono questioni ambientali reali. Servono condizioni precise e ricadute concrete sul territorio. Ma governare un investimento significa questo, non impedirlo.

Qui la politica locale può recuperare il tempo perduto. Negli ultimi anni non ha mostrato una particolare capacità di visione industriale. Ora non deve inventare il futuro. Deve riconoscere un’occasione e renderla possibile. Servono procedure rapide, infrastrutture adeguate, rapporti con Regione e governo, università e imprese coinvolte. E serve cercare investitori, non soltanto aspettarli.

Il rischio per Reggio è vivere della ricchezza costruita dalle generazioni precedenti senza crearne di nuova. Una città può restare ricca e perdere lentamente peso, funzioni, giovani qualificati e capacità di attrazione.

Per questo la pista francese conta anche se quel progetto, alla fine, dovesse cambiare o non realizzarsi. Ha mostrato una possibilità concreta: le Reggiane possono tornare a essere un’area industriale strategica, questa volta legata all’intelligenza artificiale, ai dati e alle tecnologie avanzate. Reggio dovrebbe lavorare perché accada.




C'è 1 Commento

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  1. kursk

    ben venga chi ha intenzione di sfruttare e tornare a far produrre al meglio l’area ex Reggiane… Quando saremo al dunque, vicini al closing per dar via alla realizzazione fattiva del progetto, per sicurezza farei firmare loro una dichiarazione dove ci assicurano che nessun byte ospitato nel Data Center avvalli le politiche genocide di Israele……cosi’….tanto per mandare tutto in wacca e mantenere una certa coerenza nella visione politico-amministrativa di questa giunta….


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