Parco Innovazione, un colosso francese punta sul data center

capannoni ex Officine Reggiane Reggio Emilia – FM

Un grande data center nell’area delle ex Reggiane. L’ipotesi comincia a prendere consistenza dopo la manifestazione d’interesse avanzata da una società francese, indicata come uno dei maggiori operatori del settore, per insediare a Reggio Emilia una struttura destinata a server, archiviazione ed elaborazione dei dati.

La proposta è arrivata sul tavolo di Stu Reggiane e dell’amministrazione comunale e riguarda una superficie di circa 50.000 metri quadrati all’interno della vasta porzione delle ex Officine ancora da recuperare. Non c’è, per ora, un progetto approvato e non è stata assunta alcuna decisione definitiva: sono in corso valutazioni preliminari sulla sostenibilità dell’operazione, in particolare sotto il profilo energetico, ambientale e infrastrutturale.

La dimensione dell’intervento sarebbe comunque rilevante. Il Parco Innovazione si sviluppa nell’ambito di un comparto complessivo di circa 350.000 metri quadrati e una parte consistente delle ex aree industriali resta ancora disponibile per nuovi investimenti. L’arrivo di un data center occuperebbe dunque una quota importante degli spazi ancora da trasformare.

Uno degli elementi che rendono le Reggiane interessanti per questo tipo di investimento è la vicinanza della centrale Iren di via Sardegna. I grandi centri di elaborazione dati richiedono infatti disponibilità energetiche molto elevate e sistemi di raffreddamento altrettanto importanti. Proprio consumi di energia e acqua rappresentano uno dei punti sui quali dovranno concentrarsi le verifiche prima di qualsiasi via libera.

Il dossier arriva in una fase di forte accelerazione degli investimenti nei data center, spinti dalla crescita del cloud e soprattutto dall’intelligenza artificiale, che richiede capacità di calcolo sempre maggiori. Anche l’Emilia-Romagna sta registrando un forte aumento delle richieste di nuovi insediamenti e la Regione sta lavorando per governarne l’impatto sul territorio.

Per Reggio l’operazione avrebbe però anche un significato industriale. Le ex Reggiane sono nate come grande fabbrica meccanica e negli ultimi anni sono state progressivamente trasformate in un polo dedicato a università, ricerca, imprese e innovazione. Un’infrastruttura di calcolo di grandi dimensioni sposterebbe ulteriormente il baricentro del Parco Innovazione verso le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale.

L’interesse francese non sarebbe peraltro l’unico arrivato negli ultimi mesi. È però considerato, allo stato attuale, tra quelli con maggiori possibilità di sviluppo concreto. La partita resta aperta: prima di parlare di investimento acquisito serviranno verifiche tecniche, ambientali e urbanistiche e dovranno essere chiarite dimensioni, caratteristiche e sostenibilità energetica dell’impianto.

Se il progetto supererà questi passaggi, per le Reggiane potrebbe aprirsi una nuova fase: dopo la rigenerazione dei primi capannoni e l’insediamento di università, ricerca e imprese, una parte significativa dell’enorme area industriale ancora inutilizzata potrebbe diventare una delle infrastrutture digitali più importanti dell’Emilia-Romagna.



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