Il recente confronto televisivo che ha visto tra i protagonisti l’assessore comunale reggiano alla cura della città Davide Prandi “ha fatto emergere con estrema chiarezza ciò che denunciamo da anni: nonostante le politiche e gli interventi portati avanti fino ad oggi abbiano contribuito a rendere la zona stazione un quartiere sempre più invivibile, l’amministrazione comunale non manifesta alcuna intenzione di cambiare rotta”.
È questa l’analisi di Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Reggio Emilia: “Al contrario, la giunta intende perseverare nelle medesime scelte, continuando a concentrare in quest’area servizi e strutture legati alla marginalità e al disagio sociale. È questa la contraddizione politica più grave: si riconoscono le condizioni di degrado e le difficoltà dei residenti, ma si insiste proprio su quelle politiche che, anziché risolvere i problemi, hanno contribuito ad aggravarli”.
Tra i punti più contestati, il fatto che il servizio di distribuzione delle pipette per fumare il crack sarà trasferito in piazzetta Domenica Secchi, tra via Vecchi, via Turri e via Sani, mentre i servizi sanitari per le dipendenze saranno collocati in via Turri, praticamente davanti al presidio della Polizia locale di zona.
Per Paglialonga si tratta di “un paradosso politico e amministrativo: da una parte si promette sicurezza, dall’altra si continua a concentrare nello stesso quartiere tutto ciò che rischia di aggravarne le criticità. Sarà davvero singolare vedere le file di persone con problemi di dipendenza proprio davanti alla sede della nostra Polizia locale. Mentre i residenti chiedono sicurezza e vivibilità, questa giunta continua a proporre le stesse soluzioni che non hanno prodotto i miglioramenti promessi. Nessuno contesta il diritto all’assistenza, ma la tutela delle fragilità non può diventare il pretesto per scaricare sempre sugli stessi cittadini il peso delle scelte dell’amministrazione.
Ma la “confessione” politicamente più significativa, secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, è quella sul nuovo dormitorio per persone senza fissa dimora: Prandi ha spiegato che non è stato ancora realizzato perché il Comune non dispone di locali sufficientemente vicini alla stazione ferroviaria storica.
Una risposta che, per Paglialonga, “conferma le nostre preoccupazioni sull’impostazione delle politiche comunali: continuare a concentrare i servizi proprio nel quartiere che già sopporta fortissime criticità. Perché un nuovo dormitorio dovrebbe necessariamente sorgere vicino alla stazione? Sostenere che queste persone si trovano già lì o che spostare i servizi significherebbe trasferire il problema altrove non può giustificare l’assenza di alternative. Governare significa affrontare e risolvere i problemi, non rassegnarsi a conviverci scaricandone le conseguenze sempre sugli stessi cittadini. La zona stazione ha bisogno di essere risollevata, non ulteriormente gravata”.
I residenti della zona stazione, aggiunge il consigliere comunale di opposizione, “non possono continuare a pagare il prezzo di scelte amministrative che, nonostante gli ingenti investimenti, non hanno restituito al quartiere la vivibilità promessa. Chiediamo alla giunta di sospendere i nuovi trasferimenti annunciati, valutare concretamente sedi alternative e presentare un rendiconto pubblico delle risorse investite e dei risultati ottenuti”.
“L’assistenza alle persone fragili è un dovere, ma lo è altrettanto garantire sicurezza, dignità e qualità della vita ai residenti. Le due esigenze devono procedere insieme, non essere contrapposte. Non è accettabile continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi cittadini senza dimostrare l’efficacia delle scelte compiute. La zona stazione non ha bisogno di altre giustificazioni, ma di un radicale cambio di strategia. E dopo anni di promesse, la giunta ha il dovere di spiegare non quanto ha speso, ma cosa ha realmente risolto”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu